Pian piano e ci tolgono la libertà
Ci sono momenti in cui la gente applaude mentre perde libertà. Succede sempre allo stesso modo, e cioè quando si ha paura abbastanza. La paura è l'unica droga capace di trasformare i cittadini in tifosi della repressione. Ti convince che i diritti siano un lusso, che le garanzie siano un ostacolo, che la Costituzione sia un fastidio burocratico da mettere da parte solo per una eventuale emergenza.
Ed è così che nascono le leggi più pericolose, non quando la gente odia la libertà, ma quando è disposta a sacrificarla pur di sentirsi protetta. Perché, diciamoci la verità, oggi moltissimi invocano lo Stato duro, lo Stato forte, lo Stato che punisce senza esitazioni, purché colpisca qualcun altro: il manifestante, il tossicodipendente, il ragazzino problematico, il sospetto, il diverso, il nemico del momento.
Il problema è che ogni potere eccezionale creato contro qualcuno, prima o poi può essere usato contro chiunque, anche contro di te che mi stai leggendo. La storia insegna una cosa inquietante. Quasi nessuna libertà è stata cancellata dicendo apertamente vogliamo meno democrazia. La libertà è stata tolta sempre usando parole rassicuranti: sicurezza, emergenza, ordine, protezione. Ed è esattamente qui che entra in gioco la nuova legge sicurezza del 2026. Perché dentro questa legge ci sono norme che, secondo la Cassazione, entrano in collisione con la Costituzione, non opinioni politiche, non slogan, ma rilievi tecnici pesantissimi contenuti nella relazione 39 del 2026 uscita dall'ufficio del Massimario.
Nel decreto sicurezza, lo Stato può:
√ trattenerti per 12 ore durante una manifestazione senza il controllo immediato di un giudice;
√ può punire un genitore per ciò che ha fatto il figlio;
√ può trasformare automaticamente un piccolo spacciatore in un criminale abituale senza lasciare vero spazio al giudice;
√ può arrivare a pene vicine a quelle dell'omicidio anche per chi in una rapina aveva un ruolo marginale.
Ed è qui che bisogna stare attenti perché il vero pericolo per una democrazia non arriva quando qualcuno dice "aboliamo la libertà", arriva quando milioni di persone iniziano a pensare che la libertà sia meno importante della paura.
La Costituzione serve esattamente a questo, impedire che il panico del momento diventi il diritto permanente di comprimere le libertà fondamentali. Perché le garanzie costituzionali non sono state inventate per proteggere le persone innocenti, sono state inventate per impedire allo Stato di oltrepassare certi limiti, anche quando la maggioranza applaude.
Salvatore Santangelo



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