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Leggi elettorali

  L'Italia ha trasformato la legge elettorale nel suo sport nazionale preferito: il bricolage istituzionale. Mentre nel resto del mondo civile le regole del gioco sono scritte nella pietra, da noi sono scritte sulla sabbia, pronte a essere calpestate e ridisegnate a ogni cambio di vento.  Come fa notare Aldo Cazzullo, siamo l'unica democrazia al mondo che, a ogni tornata elettorale, sposta i pali della porta a seconda della convenienza del leader di turno. Il copione non cambia mai: chi ha la maggioranza cerca di cucirsi addosso un vestito che gli garantisca di restare in sella o, mal che vada, di impedire agli altri di governare.  È iniziato tutto con la "Porcata" di Calderoli nel 2006 e da allora non ci siamo più fermati.  Abbiamo cancellato le preferenze, abbiamo tradito lo spirito dei referendum che chiedevano il maggioritario, e oggi ci ritroviamo con una riforma voluta da Giorgia Meloni che puzza di ennesimo "taglio e cuci" per blindare Palazzo Chigi. ...

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