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Il confine del cuore: la storia Albi e Bea

Racconto breve scritto da Salvatore Vitaliano  Il sole pomeridiano colorava di un arancione caldo il giardino della scuola, proiettando lunghe ombre sul terreno. In un angolo, vicino alla grande quercia, c’era Albi. Aveva i pugni stretti dentro le tasche e le sopracciglia così vicine che sembravano una linea sola. Dentro di lui c’era un temporale: un misto di rabbia e frustrazione che non riusciva a spiegare. La torre di blocchi di legno che aveva costruito con tanta fatica era appena crollata, e insieme a quei blocchi sentiva crollare anche tutta la sua pazienza. Il suo cuore batteva forte, come un tamburo impazzito, e un calore fastidioso gli saliva dalle guance fino alle orecchie. Poco distante, seduta sulla panchina, c’era Bea. Lei non aveva i pugni stretti, ma le sue spalle erano curve e lo sguardo era fisso sulle punte delle sue scarpe. Bea si sentiva triste. Quella mattina la sua mamma l’aveva lasciata a scuola in fretta, senza il solito bacio sulla punta del naso. Quel vuot...

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