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L'armata Brancameloni

Elly Schlein, questa tardo-sessantottina, consapevole di essere ospite in casa d’altri, che si è inflitta un ricondizionamento mentale per farsi accettare da quei cacicchi e farisei da cui lei avrebbe dovuto depurare il partito; per cui ora si ritrova in un groviglio di contraddizioni: vota in Europa con Meloni, dichiara per riflesso condizionato che al centro non si vince, poi apre a Matteo Renzi e cerca l’alleanza con la quintessenza del centrismo: la Silvia Salis, sindaca di Genova, l' indecifrabile sindaca del popolo. Sperduto in questo agitarsi inconcludente, il cosiddetto campo progressista, a mio parere, continua a perdere colpi e opportunità, mentre i due presunti competitori per la leadership: Elly ridens e Giuseppe Conte, subiscono un inevitabile processo di logoramento. Tutto perché i supremi manovratori del PD (alla faccia dell’inconsapevole Schlein) il trio Andrea Orlando, Dario Franceschini e Roberto Speranza, non si sa se intendano imporre le loro tempis...

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