Sei riuscito ad essere felice?
A questa domanda risponderei di no! E non me ne scuso.
La felicità non è uno stato civile, è un picco emotivo, un momento di euforia, una distorsione temporanea della realtà.
Pretendere che duri per sempre è quasi utopistico, neanche nelle fiabe il principe azzurro lo è!
La felicità è quell’emozione forte che provi, ad esempio, all’inizio degli amori, quando il cervello gioca sporco e ti fa credere a tutto.
Dopamina, serotonina, adrenalina: ti ubriacano la testa e ti rendono tremendamente felice, euforico.
Poi, se sei fortunato, quella febbre scende e diventa serenità.
Non fa scena, non promette miracoli, ma ti fa dormire tranquillo la notte.
Essere sempre felici sarebbe poco, sarebbe sterile.
Se sei felice in modo permanente non cerchi, non cambi, non cresci.
È la sua assenza che ti mette in movimento.
Non posso dire di essere felice della mia vita, ma mi sento profondamente a posto con me stesso, e questo, permettetemi di dirlo, vale molto di più.
Sono più felice di chi sono; dell' uomo che sono diventato.
Per il resto, ci sto lavorando, senza ansia, senza fretta.
Ho avuto momenti molto felici e anche giorni brutti, scomodi, in cui stringere i denti.
È questo che rende la vita viva.
Perché, alla fine, ciò che rende davvero felice non è la felicità in sé, ma la sua ricerca.
A me basta la serenità, molto meglio di un momento di felicità.
Però, se smettessimo la ricerca spasmodica di questa cosiddetta "felicità" e accettassimo la vita per come a volte si presenta, forse staremmo più in pace con noi stessi e col mondo.
Salvatore Vitaliano



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