Mi chiamo Ugo
Ho 13 anni. “Una bella età!” direbbero molti, ma per me non ha nulla di bello.
Sono un po’ acciaccato e da qualche tempo non riesco a saltare più sul lettone e sulle poltrone. So che la mia fine non è lontanissima, ma preferisco non pensarci. Rifletterci troppo significherebbe rovinare il buono che la vita ha ancora da offrirmi.
Amo le passeggiate nei giardini, nei campi e al mare con i miei amici umani, ma quando sogno, e sogno spesso, corro libero.
Mi vedo sulla spiaggia, le zampe affondano nella sabbia mentre scavo o mi getto felice nell'acqua a bagnarmi, come facevo da giovane.
Nei sogni, sono ancora quello di una volta. Adesso, quando chiudo gli occhi, tutto diventa più vivido. Rivedo i miei amici umani giovani com’erano un tempo e belli. Loro hanno un'energia contagiosa che riempie ogni angolo del mio cuore.
Mi presero quando avevo solo pochi mesi. Mi scelsero tra i miei fratelli perché ero il più scontroso, il più fragile, quello che sembrava avere più bisogno di affetto.
Mi hanno dato un amore che non sapevo neppure esistesse. Mi hanno insegnato a giocare, a fidarmi, a sentirmi parte di una famiglia.
Ricordo ancora quando mi portarono a casa la prima volta. Tremavo di paura, il cuore mi batteva forte, ma poi arrivarono loro, con quelle mani amiche e gentili. Mi accarezzarono piano e capii subito che sarei stato al sicuro.
Con il tempo, li ho visti invecchiare. Le loro voci cambiavano ma bastava un loro sguardo, un sorriso, per farmi sentire felice. Adesso sono adulto, quasi vecchio, ma continuo a cercare il loro affetto. Anche se le mie zampe funzionano in maniera incerta, trovo ancora i miei angolini preferiti e, soprattutto, il mio nascondiglio.
È un piccolo spazio sotto il copri divano, dove mi rifugio quando voglio stare solo o quando sento il bisogno di sognare ancora. È un luogo dove posso ancora essere il cane che correva sulla spiaggia, con il vento tra le orecchie e la sabbia sotto le zampe. In quel rifugio, la vecchiaia non esiste, non esistono le mie zampe incerte. Esisto solo io, libero come lo sono sempre stato. E forse, quando verrà il momento, lì, nel mio nascondiglio, mi lascerò andare. Senza paura, senza rimpianti. Solo con la pace di chi ha vissuto, amato e sognato fino all’ultimo respiro.


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