La paura dell' atomica



Per anni, quando si pensava a una guerra che coinvolgesse le superpotenze, abbiamo sempre pensato a una sola cosa e con una certa paura: le testate nucleari. 

Quell'incubo della guerra fredda è diventato un reperto archeologico. Un giocattolo costoso e goffo che appartiene al passato.

Oggi il vero terrore ha le ali, ronza come un insetto e costa quanto un'utilitaria usata. Parlo dei DRONI. Stiamo consegnando il potere di distruggere intere nazioni a piccole startup tecnologiche, mentre i governi spendono miliardi per mantenere testate nucleari che nessuno oserà mai usare perché sono troppo grandi, troppo letali, troppo finali e creano anche un certo dissenso popolare. 

La guerra reale si è spostata su un altro piano, un piano asimmetrico e spietato, perché un drone è diventato più pericoloso di un missile intercontinentale.

1) Distruggere un drone da poche centinaia di euro con un missile da milioni di euro è un suicidio economico. È la logica assurda di voler abbattere una zanzara con una palla di cannone. Anche se la ammazziamo, vince sempre la zanzara.

2) L'intelligenza artificiale: non parliamo più di giocattoli telecomandati da un ragazzino. Questi sciami di droni comunicano tra loro, imparano, si coordinano. L’ A.I. analizza i territori in tempo reale, scansiona ogni metro quadro alla ricerca di una falla, di un punto cieco, di un varco nelle difese che un essere umano non potrebbe mai fare. Una volta trovato il buco i droni colpiscono e non ne arriva uno solo, ne arrivano moltissimi contemporaneamente da diverse direzioni. Uno sciame di metallo intelligente che non negozia, non teme le sanzioni, non richiede una stanza di bottoni, cinque persone pronte ad aprire una valigetta e non richiede una base militare segreta per essere custodito. Siamo entrati nell'era della democratizzazione della distruzione.

Le gerarchie mondiali che conoscevamo, sono già crollate. Prova ne è la resistenza dell'Iran contro gli Stati Uniti o dell'Ucraina contro la Russia. Il futuro della guerra non è più nei silos nucleari, è in una scatola di cartone che arriva per corriere, pronta per essere assemblata, programmata e lanciata verso l’obiettivo scelto. 

La domanda non è più chi ha più armi nucleari, ma chi ha l'algoritmo migliore e questa, piaccia o no, è una guerra che abbiamo già iniziato a perdere.

Salvatore Vitaliano 

Commenti

Post più popolari