Il nuovo decreto caccia
Il nuovo decreto caccia scritto dal governo è stato appena approvato dal Senato. Ora manca solo l'ok della Camera e sarà legge. È davvero incredibile la solerzia del nostro parlamento quando si tratta di piegarsi alle richieste delle lobby. Invece, se si tratta di tutelare milioni di consumatori dai call center, dagli autovelox mai omologati o dagli interessi usurari delle banche, possono passare ere geologiche. Ma cosa prevede la nuova legge di così raccapricciante e sconvolgente da far gridare allo scandolo tutte le associazioni ambientaliste e non solo?
La pratica venatoria viene ridefinita come una vera e propria attività sportiva e motoria, oltre che come uno strumento per il controllo della popolazione animale e il contenimento delle specie invasive. Come dire: "Sai, oggi invece di giocare a golf mi faccio una camminata nel bosco ad ammazzare qualche lupo".
Ricordo che la Costituzione all'articolo 9 afferma che la Repubblica tutela l'ambiente, la biodiversità e gli eco-sistemi anche nell'interesse delle future generazioni. Ma, l’ho già ripetuto troppe volte: “Noi non abbiamo un garante della Costituzione… Avercelo un Presidente della Repubblica”.
Altra novità del decreto: viene riscritto il calendario della caccia che la riforma rende più elastico nei limiti temporali, concedendo alle amministrazioni locali il potere di decidere se aprire e chiudere prima o dopo la stagione venatoria.
Prima di dirvi la parte più assurda, una persona nobile di cuore e d'animo, Enzo Salvi, ha detto qualcosa che merita di essere incorniciato: “Faccio appello al vostro buon cuore che purtroppo da tempo è andato in ferie. Proteggere è la più bella voce del verbo amare”. Bellissima frase Enzo.
Dicevo, non finisce qui. Altra novità è che vengono ampliate le aree dove si potrà cacciare. Ora vengono inclusi anche i territori del demanio forestale e attenzione, viene cancellato il divieto di caccia nei pressi dei valichi montani interessati dalle rotte migratorie dei volatili. In pratica è come se qualcuno vi sparasse dal cavalcavia sulle autostrade più intasate mentre siete in fila per andare in vacanza ad agosto. Cosa cambia? Che basta un colpo per colpire quasi sicuramente un animale fatto anche da un incompetente come me.
Le cose scandalose non finiscono ancora qui. Fino ad oggi, se il terreno era coperto di neve, la caccia a specie come quelle dei cervi, caprioli e cinghiali era vietata. Il motivo era che con la neve gli animali lasciano le impronte e si muovono con più difficoltà, diventando così molto più facili da individuare e abbattere. Con la (schi)forma approvata dal senato, invece, si apre la possibilità di autorizzare la caccia anche quando c'è la neve. Non solo ma si allunga l'elenco degli animali che possono essere cacciati e che prima erano protetti. Tra questi l’oca selvatica, il colombaccio e il piccione di città. Il lupo passa da specie rigorosamente protetta a specie semplicemente protetta. Questo non implica l'apertura immediata della caccia al lupo, ma concede alle regioni la facoltà di approvare piani di contenimento mirati, almeno in caso di necessità accertata. Sono stati ampliati anche i tetti massimi di animali che possono essere uccisi da ciascun singolo cacciatore.
La tutela degli animali viene poi spostata in favore dei cacciatori. La riforma punisce chi disturba i cacciatori per garantire il regolare svolgimento delle attività venatorie. Chiunque tenti di ostacolare, interrompere o disturbare intenzionalmente le operazioni di caccia o di controllo della fauna, andrà incontro a una sanzione fino a € 900. Questo provvedimento mira a frenare le azioni di protesta e le manifestazioni di disobbedienza civile non violenta sul campo.
Capite che è sempre lo stesso identico sistema di censura, di lotta alla libertà di manifestare il proprio pensiero, di bavaglio al diritto di non essere d'accordo con ciò che lo Stato autorizza. Vi viene in mente il reato introdotto per chi protesta contro le infrastrutture autorizzate dal governo come il ponte sullo stretto?
Tutto si inserisce in un disegno che diventa sempre più chiaro: le libertà si restringono, mentre quelle delle lobby si ampliano.
Aspettate, aspettate, ci sono altre novità. Le aziende faunistico-venatorie perdono l'obbligo di operare senza scopo di lucro e possono trasformarsi in vere e proprie attività di impresa, il che consentirà loro di accedere a fondi e finanziamenti pubblici per la gestione e la manutenzione del territorio a spese nostre.
Purtroppo questa è la legge!
Salvatore Vitaliano



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