Attenzione alle telefonate mute
Occhio alle telefonate mute, sembrano innocue, invece ci fregano.
Vedete, il problema non è il silenzio della telefonata, è quello che quel silenzio permette di capire.
Squilla il telefono, rispondiamo. Pronto? Pronto? Magari lo ripetiamo più volte e dall'altra parte non parla nessuno e poi cade la linea e noi pensiamo: magari era un call center o qualcuno che ha sbagliato o una linea disturbata.
In realtà spesso è un test e sembra una banalità, solo perché non c'è la parte attiva al momento della truffa, ma la parte utile la stanno già ottenendo.
Vedete, durante quelle telefonate, stanno raccogliendo informazioni su di noi senza farci domande. Per esempio, capiscono che il numero è attivo; capiscono che dietro c'è una persona vera; annotano a che ora rispondiamo; se lo facciamo sempre o solo in certe ore; quanto restiamo in linea prima di chiudere; capiscono anche se la voce dall'altra parte è quella di una persona anziana o giovane.
E quella chiamata è un filtro. Serve per selezionare i numeri buoni, quelli su cui vale la pena "lavorare".
Pensate che questa parte oggi non la fa nemmeno più una persona vera, la fa un computer che chiama a raffica e registra solo i segnali che gli servono: risposta, durata, reazione, orario, poi il numero finisce in una lista diversa.
Da quel momento in poi iniziano a costruire il resto: con quel numero cercano online e oggi lo fanno con l'intelligenza artificiale perché serve proprio a incrociare i dati: dati presi dai social, annunci, informazioni pubbliche lasciate in giro, magari negli anni e a volte anche dati che arrivano da database rubati finiti sul dark-web e così mettono insieme nome, città, parenti, abitudini e quando hanno un profilo abbastanza solido passano alla seconda fase e infatti la chiamata della seconda fase è un'altra storia.
Stavolta parlano e pure bene. Può essere il falso operatore del tuo gestore, può essere il falso tecnico, il falso addetto di banca. Solo che ora ci chiamano sapendo già delle cose, ci citano dettagli veri e quando uno sente dettagli veri tende a fidarsi di più, tende a collaborare anche senza accorgersene.
E c'è un livello che oggi rende tutto più complicato: la voce; perché bastano pochi secondi di audio presi da un video, da una storia, da una nota vocale, da una chiamata quando avete risposto, per imitare il tono, il ritmo e il modo di parlare. Non serve avere un'ora di registrazione.
Per questo una telefonata muta vale oro, perché se tu dici pronto due o tre volte allora già un pezzetto pulito della tua voce, nel contesto giusto e con il tuo modo di parlare naturale è un campione.
Quindi sì, una chiamata muta conta. Conta perché ci mette in lista, perché dà segnali, perché può lasciare appunto questo frammento di voce.
Per cui, se ci chiamano ed è una chiamata muta, chiudiamo, non parliamo, non restiamo in linea, non richiamiamo, non diciamo nulla.
Poi la chiamata arriva con urgenza. Soldi, codici, conferme, chiudiamo e richiamiamo noi un eventuale numero ufficiale oppure chiamiamo direttamente la persona se è un contatto che abbiamo salvato. Se è la banca la richiamiamo dall'applicazione, se è il gestore lo richiamiamo dal sito ufficiale.
Tanta gente, le telefonate mute le tratta come rumore, invece sono il primo pezzo della selezione. Regola d’oro: NON DIRE NIENTE E CHIUDERE.
Salvatore Vitaliano



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