USA e getta...
L’aggressione israelo-americana all’Iran ha almeno due vincitori: uno è Trump che, a suo dire, ha vinto la guerra (cornuto chi ci crede), l'altro è l'Iran; ma se c'è uno sconfitto non dichiarato, beh quella è l’Europa.
Pur non avendo preso direttamente parte al conflitto, il vecchio continente ne subisce i contraccolpi negativi.
Da questo punto di vista, sussiste un singolare parallelismo tra i paesi europei e le monarchie arabe del Golfo. Sia i primi che le seconde sono alleati storici di una superpotenza, gli Stati Uniti, della quale ancora ritengono di non poter fare a meno, ma che si sta dimostrando sempre più fonte di problemi piuttosto che di protezione.
Dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, gli Usa hanno trascinato gli europei in un conflitto per procura contro Mosca salvo poi scaricare sull'Europa i costi della guerra e atteggiarsi a mediatori in uno scontro nel quale gli USA sono in realtà cobelligeranti.
Nell’operazione contro l’Iran, Washington ha fatto uso delle basi nel Golfo (oltre che di quelle europee) attirando la dura rappresaglia iraniana che ha minacciato di colpire le basi europee in un eventuale secondo round del conflitto.
A seguito di questo disordine creato dagli americani (che prima non c'era), l’aumento dei prezzi energetici si somma ai danni prodotti dal Covid-19 e allo scontro con la Russia.
Se lo scontro armato con Teheran dovesse riprendere, Ansarallah, gruppo alleato dell’Iran nello Yemen, ha promesso di chiudere lo Stretto di Bab el-Mandeb che dà accesso al Mar Rosso, accrescendo ulteriormente costi energetici e di navigazione.
La guerra contro l’Iran ha poi ulteriormente dilapidato gli arsenali americani, già messi a dura prova dai conflitti in Ucraina, a Gaza e nello Yemen (ma questi sono problemi loro).
Il presidente americano Trump ha inoltre avvisato gli europei che non li aiuterà più nello scontro con la Russia, poiché essi si sono rifiutati di intervenire direttamente al fianco di Washington contro l’Iran.
L’Europa è a corto di alternative energetiche. Dopo aver rinunciato alle fonti russe a basso costo, si è affidata al gas naturale liquefatto americano, inquinante e costoso da estrarre e trasportare. Gli Usa si avviano a diventare il primo fornitore di gas dell’Unione Europea.
L’Ue ha decretato che tutti i paesi membri dovranno “derussificare” le proprie importazioni energetiche entro il 2028. Per molti paesi l’unica alternativa sta nel rivolgersi alla Turchia e alla regione del Caucaso.
Con la Libia che resta uno stato fallito, e l’Algeria ormai al massimo delle sue capacità produttive, l’Europa rimane senza alternative energetiche, e sostanzialmente ostaggio di Washington.
Grazie USA, siete la nostra salvezza!
Salvatore Vitaliano



Commenti
Posta un commento