Una visione Orwelliana...
Nel giardino zoologico denominato convenzionalmente “governo Meloni” convivono varie specie animali, tutte fortemente nocive.
Ci sono gli incapaci e incompetenti, tipo Nordio o Pichetto Fratin, che proprio per le loro ridotte attitudini e capacità appaiono forse i meno pericolosi, ma, anche per questo motivo fanno, a ben vedere, danni non minori degli altri.
Poi ci sono i lobbisti, che rappresentano categorie ben determinate e ne fanno prevalere gli interessi su quelli del popolo italiano, penso a Crosetto: imbattibile tra i fabbricanti e commercianti di armi, o anche Salvini che però ha titoli più che validi e comprovati per appartenere alla prima categoria.
Poi ci sono quelli più pericolosi e cioè i fascisti veri e propri. Tra di loro voglio mettere innanzitutto Giorgia Meloni e Ignazio Benito La Russa, che entrambi hanno rivendicato con orgoglio la loro piena continuità ideologica e sentimentale col criminale antisemita, razzista e fucilatore di partigiani Giorgio Almirante, che rappresenta a sua volta l’anello di congiunzione tra il fascismo del Ventennio quello repubblichino e del Movimento Sociale Italiano poi trasfuso in Alleanza Nazionale e quindi in Fratelli d’Italia.
Analizzando attentamente taluni aspetti del governo Meloni, si notano elementi evidenti di reiterati tentativi di fascistizzazione delle istituzioni italiane.
Mi soffermerò su altri due personaggi che ritengo fortemente emblematici al riguardo e cioè il ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara e quello degli Interni Piantedosi.
Il primo è noto per le sue crociate contro le libertà costituzionali fondamentali: la libertà di pensiero e quella di insegnamento. E per tentare di soffocare ad ogni costo nella culla il sacrosanto esercizio alla critica che è una caratteristica, per fortuna naturale e insopprimibile delle giovani generazioni, Valditara si è reso tristemente famoso per il tentativo, ovviamente fallito, di bandire il genocidio palestinese dalle aule scolastiche e universitarie e per le misure disciplinari adottate nei confronti degli insegnanti che avessero l’ardire di invitare, ad esempio, una pericolosa fuorilegge come la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui Diritti Umani nei Territori Palestinesi Occupati, e cioè la dott.sa Francesca Albanese.
Piantedosi, dal canto suo, già oscuro questurino burocrate al servizio di Salvini, ha legato il suo nome a un disegno di legge liberticida, impropriamente intitolato alla “sicurezza”, che si propone di impedire ogni conflitto sociale, che costituisce il sale della democrazia per chiunque NON sia organicamente e profondamente fascista.
E che dire del Ministro della Salute Orazio Schillaci che ha escluso l'Italia dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), definendo l'isolamento internazionale la miglior strada percorribile.
C'è ne sarebbe per tutti i ministri restanti, branco di incompetenti e dannosi, ma sarebbe come sparare sulla Croce Rossa...
Quindi, sui Tajani, Urso, Lollobrigida, Calderone (quella della laurea presunta), Giuli e compagnia bella, stendo un velo pietoso.
Questi personaggi sono, proprio per le innegabili caratteristiche delle loro politiche, i principali fautori del neofascismo meloniano inteso come progetto di trasformazione in senso anticostituzionale della Repubblica italiana.
Tutte queste sono ragioni più che sufficienti per perseguire con ogni mezzo legittimo e necessario l’auspicabile cacciata del governo Meloni. A condizione però che tale cacciata non rappresenti l’occasione per reinsediare al vertice della Repubblica personaggi non troppo dissimili dagli attuali in termini di subalternità al capitale, agli Stati Uniti, alla Nato e all’Unione Europea nella sua accezione corrente, e quindi al riarmo, alla guerra, allo sfruttamento senza limiti della classe lavoratrice e alla svendita della ricchezza sociale.
Elementi come Calenda, Renzi, Gentiloni, Draghi, Picierno, Guerini, Del Rio e moltissimi altri, con la loro presenza, non solo renderebbe inutile il rovesciamento di Meloni ma preparerebbe le condizioni per nuove vittorie delle destre in un futuro neanche troppo lontano.
Quindi vanno banditi subito da ogni schieramento alternativo se vogliamo che la fascistizzazione sia eradicata.
Speriamo che Conte o chi guiderà il nuovo governo, lo capiscano (non cito la Schlein perché ha già dimostrato di non essere all'altezza).
Salvatore Vitaliano



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