Per fortuna che tizio c'è...


 

Sul portale online del governo c’è una proposta di legge di iniziativa popolare che va verso le 10 mila firme nonostante il silenzio assoluto dei partiti e una scarsissima copertura mediatica. Eppure il tema è centrale come non mai, visto che si parla di difesa. 

Il titolo dice già molto: "Un’altra difesa è possibile". Il Paese non si difende solo con le Forze armate e anzi, tutte le spese per questo riarmo stanno in realtà mettendo in difficoltà il Paese stesso.

Bisogna coniugare l’articolo 52 della Costituzione, che sancisce il dovere della difesa della Patria, con l’articolo 11, che ripudia la guerra e dunque anche gli strumenti che rendono possibile la guerra, cioè le armi. E siccome il Presidente della Repubblica non parla, ecco che l'iniziativa parte dal popolo.

La proposta di legge mira a creare un Dipartimento per la difesa civile non armata e non violenta. Una sorta di cabina di regia costituita da alcuni organismi che già esistono, come gli uffici del Servizio Civile, e dare vita a un centro di studio e ricerca su pace e disarmo, attività che in questo momento è in capo solo a sigle del Terzo settore. 

Ovviamente ci dovrebbe essere un dialogo con Vigili del fuoco, Protezione civile, dipartimento per le politiche giovanili, eccetera.

Altro passaggio essenziale è quello sui Corpi civili di pace. Esistono già come sperimentazione: molti ragazzi hanno partecipato ad attività di prevenzione della violenza e dei conflitti in luoghi a rischio all’estero. Questi Corpi devono essere istituzionalizzati. 

L’obiettivo di questo dipartimento sarebbe di integrare la Difesa in senso militare con una serie di iniziative e di ricerche che vanno dalla prevenzione alla cooperazione internazionale non più inteso come volontariato ma in mano a professionisti.

Si potrebbe prevedere la possibilità di donare il 6×1000 a questo dipartimento.

L’obiettivo è raggiungere 50 mila firme entro metà settembre per poi incardinare il testo in Senato. 

Non sarà facile, ma avere raggiunto circa 10mila adesioni senza praticamente alcuna pubblicità mediatica e senza padrini politici è un risultato tutt’altro che scontato: finora i partiti non hanno aderito. 

Sarebbe importante entrare nel dibattito politico sulla Difesa, visto che non si parla d’altro. Siccome abbiamo visto in quale vicolo cieco ci ha portato la Difesa, intesa esclusivamente come militare, non è forse il momento di chiedersi se sia possibile qualcosa di diverso?

Il tempo ci sarebbe e per aderire serve Spid o CIE. Il portale è firmereferendum.giustizia.it

Salvatore Vitaliano 

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