La sonata a Kreutzer (L. Tolstoj)


Nella lunga vita da lettore ho letto tanti autori diversi e tanti generi diversi anche se indubbiamente questa è anche una questione di gusto personale. A un certo punto mi sono imbattuto nella letteratura classica russa, ed è stato subito amore.

Oggi parlo di un'opera di Lev Tolstoj, e precisamente della “Sonata a Kreutzer”. Ci tengo a dire che dopo averla letta (quasi tutta d’un fiato), sono andato su YouTube per ascoltare il pezzo omonimo scritto da L.V. Beethoven: per violino e pianoforte, interpretato da Uto Ughi e Bruno Canino. Mi sono completamente immerso in quel suono in cuffia, che mi sembrava di vedere il personaggio di Lev Tolstoj che ascoltava l’opera musicale nel suo salotto mentre sua moglie e il suo forse amante la suonavano. Eccezionale! Da brividi…

Ma torno all’opera letteraria aggiungendo una nota di cronaca dell’epoca. Tolstoj ricevette talmente tante lettere più o meno ingiuriose dopo la pubblicazione della ‘sonata a Kreutzer’ che si sentì in dovere di dire il suo punto di vista perché non capiva come mai tanta indignazione aveva scaldato così gli animi dei tanti lettori.

Il tema attorno a cui ruota la ‘sonata a Kreutzer’ sono: l'amore e la sessualità, il matrimonio e la bestialità dell'uomo.

In parole povere, quasi tutta la narrazione si svolge nel vagone di un treno ed è un dialogo anzi, quasi un monologo, tra il protagonista che racconta questo episodio della sua vita, che è il contenuto del romanzo, e un passeggero con cui condivide il tragitto, e racconta di come lui nobile russo era prima di sposarsi e di come la sua vita sia cambiata quando ha incontrato la donna con la quale si è sposato, ha avuto dei figli, eccetera eccetera, fino alla fine tragica che è praticamente quello che è il tema affrontato da questo romanzo.

Significativa è proprio l’opinione personale e soggettiva del personaggio e il fatto che in quel contesto (siamo nella seconda metà dell'ottocento), l'uomo regredisca in maniera bestiale più alto è il suo ruolo la sua posizione nella società perché, lui dice a un certo punto, i contadini mangiano e bevono e stanno tutto il giorno in campagna e zappano e tagliano legna e appoggiano binari o alzano muri e quindi si scaricano, a differenza della nobiltà, e di noi ricchi senza sforzo, noi noti senza merito, noi della buona società che siamo gente che nasce cresce senza particolari fatiche, senza particolari doveri, avendo tutto quello che si vuole e diventiamo persone pigre, voluttuose, incoerenti e incapaci di portare le cose a termine e tra le varie cose una cosa in particolare, che è poi quello su cui poggia il racconto, e cioè l'incapacità di considerare una donna non come persona ma come un oggetto del piacere che, col matrimonio, ci appartiene.

Il retro pensiero di quest’opera è una critica verso la buona società che si comporta in maniera da colpire il sentimento dell'amore e far dire allo scrittore nel romanzo: “Siamo abituati ad elevare l’amore a qualcosa di più a qualcosa di poetico a qualcosa di folgorante a qualcosa di magnifico ma sono tutte sciocchezze perché in realtà è soltanto un modo per giustificare la bestialità dell'atto sessuale a tutti i costi”. Questo è il concetto, il punto di vista di Tolstoj che sottolinea bene in queste facciate finali nel poscritto della sonata il livello sociale del suo tempo in una Russia decadente cristiano ortodossa che crede in Dio e nella religione e usa questi temi come punti forza nel suo ragionamento. Quindi è logico che si parta da determinati presupposti per creare un discorso molto interessante e molto ben scritto e scorrevole quasi tutto in forma di dialogo, ovviamente ricco di tutte le caratteristiche dei romanzi russi: il modo di raccontare, la prolissità dei dialoghi soprattutto nella descrizione degli stati d'animo e nella passionalità. 

Salvatore Santangelo

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