Grazia alla Minetti


  

Una personale disamina sul caso della grazia concessa a Nicole Minetti e sulle verifiche della Procura Generale di Milano che ha smentito l’inchiesta del Fatto Quotidiano.

Questa è una vicenda invereconda di una Grazia che non sta né in cielo né in terra.

L'hanno capito anche i muri!

Partiamo dall'inizio: va ricordato che questa grazia concessa a fine gennaio di quest'anno dalla Presidenza della Repubblica e dalla Procura Generale di Milano, il Quirinale se l’era inguattata e quindi è solo grazie al Fatto Quotidiano se è assurta a dominio pubblico.

Il tragicomico comunicato della Procura Generale dice che l’intervista alla massaggiatrice che lavorava a casa di Cipriani non è vera, perché è stata smentita dalle indagini difensive. 

Cioè praticamente tu affidi le indagini sulla Minetti agli avvocati della Minetti e ai testimoni che hanno trovato gli avvocati della Minetti. Assurdo!

È come chiedere all’oste se il vino è buono. Vien da ridere ma c'è da piangere...

Per la concessione della Grazia devono sussistere due presupposti che, al di là della sentenza, non ci sono: 

1) che la Minetti ha cambiato vita,

2) che sottrarla ai servizi sociali che le avrebbero tolto il passaporto, avrebbe pregiudicato il trasporto del bambino malato all’unico ospedale al mondo che poteva curarlo.

La verità invece è diversa:

Punto 1) il lupo perde il pelo ma non il vizio [tutto documentato],

Punto 2) in Italia ci sono almeno nove nosocomi in grado di elargire identiche cure.

Circa poi la richiesta di risarcimento danni pari a 250 milioni di euro avanzata da Minetti e Cipriani contro Travaglio, il Fatto farà causa ai diffamatori temerari, e vedremo come andrà a finire. 

Se bastasse chiedere dei soldi per ottenerli, saremmo tutti lì a chiederli. Di solito chi fa richieste di soldi per liti temerarie non solo non li incassa ma li sborsa.

Morale della favola: 

questa vicenda si commenta da sola. I personaggi coinvolti non hanno bisogno di presentazioni. L'opinione pubblica ha capito perfettamente come stanno i fatti. Giustificare scelte scellerate solo perché a commetterle sono stati personaggi intoccabili fa torto alla democrazia ed è una macchia indelebile per il nostro Paese.

Colgo l'occasione per ribadire che faccio parte di quelli che NON dicono e NON dirà mai: "menomale che tizio c'è".

Salvatore Vitaliano 

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