Libri per la mente


 

Oggi, caro lettore, con questo post: “Libri per la mente” come promesso, ti cito tre titoli che, attraverso la storia dei protagonisti, mi hanno insegnato tanto e piaceranno anche a te. Perché sai, quando leggi un romanzo, finisci per immedesimarti e inizi a “uscire dal gregge” e, una delle azioni più concrete (non mi stancherò mai di dirlo), è leggere! 

Sono sicuro che questi tre libri di cui ti parlo, sono un ottimo inizio se vuoi provare a migliorarti.

Questi tre libri non li ho scelti a caso, ma hanno un ordine, per così dire, strategico. Parlano di corpo e benessere fisico, abitudini e routine e soprattutto di direzione. Per ciascuno ti accenno la trama e ti do tre messaggi da portarti a casa e poi ti dico perché, secondo me, vale la pena leggerli.

Ma passo subito al primo libro di questa triade che è: “La gioia di correre in salita” di Mark James. Un libro con un'atmosfera particolare. È una storia che parla di corsa, ma in realtà parla di vita e soprattutto parla di una cosa che spesso ignoriamo: il corpo come bussola emotiva.

È la storia di Mark, un uomo con una vita programmata e senza intoppi fino a quando un evento inatteso lo scuote e lo spinge in una profonda crisi emotiva. Decide così di prendersi una pausa e si trasferisce nelle langhe piemontesi insieme al suo amico Nick. Qui incontra Black, un giovane labrador nero che con la sua energia contagiosa lo trascina di corsa tra i vigneti, sfidandolo sulle salite ripide. Quel cane diventa più di una presenza, diventa una relazione, una responsabilità, un punto fermo. La corsa, le salite, il contatto con la natura non fanno solo da contorno, sono il modo con cui questa storia ti dice: "Non puoi pensare alla tua vita nuova se il tuo corpo continua a vivere la tua vita vecchia".

Grazie a questa avventura, Mark ritrova sé stesso e inizia a collegarsi nuovamente con la natura e il proprio corpo. La presenza di Black diventa un punto di riferimento nella sua vita e alla fine decide di partire con lui per un’altra nuova avventura.

Cosa mi sono portato a casa da questo libro?

Il primo messaggio è che correre in salita non è solo un allenamento fisico, ma è anche e soprattutto un allenamento mentale. Nel libro la salita è simbolica. Quando la strada sale non puoi fingere, esce fuori chi sei, esce fuori come respiri, esce fuori la tua relazione con la fatica e se ci pensi nella vita è uguale. Quando tutto scorre liscio è facile, ma è quando affronti la salita che impari a conoscerti veramente.

Il secondo messaggio è che ti serve più contatto. Contatto con il corpo, con i ritmi, con l'ambiente, con una routine semplice che ti riporti al presente.

Il terzo messaggio è che il respiro non mente. Nel libro torna spesso l'idea che la vera svolta non sia fare di più, ma diventare più consapevoli del respiro e soprattutto delle proprie scelte. Quando stai vivendo qualcosa di forzato, anche se quella cosa ti rassicura, il corpo te lo segnala subito e la corsa in salita diventa una metafora perfetta. Se spingi senza ascoltarti vai in affanno. Se invece impari a respirare e a dosare le tue energie ritrovi ritmo, ritrovi lucidità e persino gioia.

La gioia di correre in salita è un libro perfetto e te lo consiglio se hai bisogno di ritrovare il tuo ritmo. E soprattutto è un libro che ti ricorda una verità scomoda. Oggi nel 2026 con la vita iper digitale, iperveloce, la calma va allenata.

Il secondo libro “La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola” di Raffael Giordano (solo il titolo è un vero e proprio insegnamento). Questo è il libro che ti consiglio se sei quello che dice: "Non sto male, però non sto neanche bene, faccio quello che devo, ma mi sento come se la mia vita fosse diventata una lista di cose da fare".

Il libro parla di Camille, una donna insoddisfatta della sua routine che un giorno sotto un diluvio e con l'auto in panne incontra Claude che si presenta come ambasciatore della felicità, specialista in routinologia. Claude non le fa discorsi filosofici, ma le dà esperimenti pratici, piccoli cambiamenti, piccole azioni da mettere in pratica per scardinare le vecchie abitudini.

E sai qual è il bello?

È che mentre leggi ti viene voglia di provarci davvero. Insomma, attraverso una serie di esercizi pratici, Camille impara a superare i blocchi emotivi e a creare una vita più appagante e autentica.

Il primo messaggio che mi porto a casa da questo libro è che a volte non è questione di disciplina, ma proprio di ossigeno. Cioè, non sei pigro, sei saturo. Se hai sempre mille cose da fare, se la tua testa è sempre piena, se il tuo cellulare richiama in continuazione, la disciplina smette di essere una virtù e diventa uno strumento per stare al passo, un po' come una frusta per cavallo da corsa, ma tu non sei un cavallo da corsa.

Il secondo messaggio è che le micro scelte, le micro azioni cambiano l'identità. Questo libro è potente perché ti fa capire che la trasformazione non arriva con la rivoluzione, ma con piccoli dettagli quotidiani. Un gesto piccolo e ripetuto dice al tuo cervello: "Io sono questo tipo di persona". È un po' come se in questo momento ti stessi dicendo: "Mi piacerebbe leggere questo libro, ma non ho mai tempo". Ecco, una pagina al giorno è la tua micro azione quotidiana che comunica al tuo subconscio: “io sono una persona che legge, provare per credere”.

Il terzo messaggio è che la felicità non è un evento, è un ambiente. Non è quando succede quella determinata cosa che sarai felice. Qui la domanda da porsi è: “Che ambiente sto creando ogni giorno? Che cosa sto piantando nel mio terreno? Sto curando le mie relazioni, il mio ritmo, il mio spazio?" Ricorda che la felicità è uno stato d'essere e non un obiettivo.

Leggere “La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola” è una lettura leggera, scorrevole, ma con impatto pratico, ti fa venire voglia di agire ed è perfetta se sei in una fase in cui vuoi cambiare, ma ti sembra troppo complicato. E la cosa più importante è l'idea che puoi ripartire senza aspettare il momento perfetto.

E dopo aver dato una sistemata alle tue abitudini, manca l'ultimo tassello e cioè la direzione. E qui entra in gioco il terzo libro: “L'alchimista” di Paolo Coelho, che comunque meriterebbe una recensione a parte.

Questo libro è una parabola e le parabole fanno una cosa precisa, rendono semplici cose enormi, e la cosa enorme qui è: "La tua vita ti sta chiamando, tu le stai dando ascolto?".

L'alchimista è un romanzo affascinante che racconta Il viaggio di Santiago, un giovane pastore andaluso alla ricerca di un tesoro nascosto. Durante il suo cammino Santiago incontra personaggi straordinari e vive avventure che lo portano a scoprire la saggezza e la forza interiore necessarie per seguire la propria strada, la propria direzione. Il libro esplora temi come la ricerca dei propri sogni, la saggezza che si acquisisce lungo il cammino e la forza interiore che si sviluppa affrontando le sfide della vita. Insomma, Coelho ci ispira a seguire il nostro cuore e a non rinunciare alle nostre aspirazioni.

Non mi dilungo perché sono sicuro che lo conosci o ne avrai già sentito parlare e se l'hai già letto, proprio perché sei capitato qui oggi, è arrivato il momento di rileggerlo.

Il primo messaggio che mi sono portato a casa da questo libro è proprio l'importanza di seguire i sogni e intendere la nostra direzione perché ancora una volta non si parla solo di raggiungere un obiettivo, ma di allineare valori, identità e azioni.

Il secondo messaggio è che i segni non sono una magia, ma dei veri e propri messaggi. Nel libro i segni contano. Nella vita reale i segni sono quei dettagli che noti solo quando smetti di correre e inizi a rallentare, ma soprattutto a portare attenzione al presente: un malessere che torna, una frustrazione costante, quella gioia che si accende quando parli di una cosa in particolare.

Il terzo messaggio è che dobbiamo imparare ad innamorarci del viaggio e non della meta. Oggi non facciamo altro che cercare scorciatoie, trucchi e risultati rapidi. Ma la crescita vera avviene proprio perché ogni ostacolo è una lezione, ogni fallimento è un nuovo inizio e soprattutto non dobbiamo dimenticare che il viaggio è la vita stessa.

Perché leggere l'alchimista?

Mi verrebbe da dire perché è l'alchimista e poi perché è breve, è scorrevole, è il libro perfetto se ti senti in una fase di transizione o se hai la sensazione che come stai vivendo non ti basta più. E poi è un libro simbolico e funziona se ti lasci portare dai simboli.

In sintesi: il primo libro ti riporta nel corpo e nella presenza, ti rimette in movimento quando sei spento; il secondo ti cambia le abitudini, ti leva il pilota automatico; il terzo ti riallinea con la direzione e ti ricorda chi sei quando ti perdi.

Buona lettura!

Salvatore Santangelo

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