La Costituzione tradita
Senza una riscoperta di un nuovo umanesimo non si potranno sovvertire i rapporti di forza.
Il dibattito politico nel nostro Paese è sempre più concentrato su armi, guerre, riarmo, missili, nucleare, quindi su prospettive certe di dolore, sofferenze, morti, vittime, devastazioni ambientali e disastri economici e sociali. Tutto questo sempre perché il dominio e gli interessi di pochi debbono prevalere sulle sofferenze di molti.
Continuano a raccontare che il liberismo, il capitalismo e il denaro siano la strada che porta alla felicità. Forse di pochi, ma non certo di tutti. Eppure la nostra Costituzione, con una forte etica pubblica ma soprattutto con il diritto, ci ha indicato sin dal 1948, la vera strada per il pieno sviluppo della persona umana e per la giustizia sociale, economica ed ambientale.
È scritto che la nostra Repubblica, fondata sul lavoro, ripudia la guerra, eppure chi governa (dal PRIMO all' ultimo), senza scrupoli spende più soldi in armi che in ricerca per prevenire le malattie e per le cure per garantire la salute a tutti e non solo ai più abbienti.
È scritto nero su bianco che l’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali ed invece i nostri governanti (dal PRIMO all'ultimo) sostengono chi commette un genocidio, o almeno si adoperano (quota parte) perché ciò accada.
È scritto che la Repubblica promuove la ricerca scientifica eppure nei bilanci approvati da governi e parlamenti negli ultimi decenni ci sono più soldi per la difesa anziché per ricerca e salute.
Il diritto alla salute per tutti (art. 32) e uguaglianza senza distinzioni, sono solo una chimera.
È scritto che la repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità, gli ecosistemi, gli animali, eppure si consentono attività produttive e si approvano provvedimenti normativi che devastano salute ed ambiente.
Sta aumentando sempre di più la violenza nelle città, eppure non si investe e non si agisce in maniera adeguata nemmeno sul disagio sociale e psichico delle persone, soprattutto dei più giovani, perché la salute mentale è come se fosse un lusso e si è fatto sempre di meno negli ultimi anni.
Non si ha la volontà politica di comprendere che cosa accade davvero nella nostra società. Politicanti di scarsa o nulla levatura sono chiusi nella loro bolla politica dell’estetica della vacua apparenza.
Si segue un modello economico, sociale e politico tutto fondato sul potere, sul denaro, sull’avere, sulla legge del più forte, sull’io, sulla prevalenza del capitale sul lavoro. Modello politico sul quale ripiegano il diritto tradendo la Costituzione: il diritto illegittimo contro il diritto costituzionale.
Serve un nuovo Umanesimo.
Lo slancio va trovato nel cuore, nella testa, nello spirito. Solo affrontando in modo netto e coraggioso i temi costituzionali, l’etica pubblica, un modello sociale ed economico totalmente diverso, si potrà finalmente cambiare rotta non andando quindi a cadere nell’abisso dell’umanità.
Il nostro Paese vive ripiegato su se stesso, adagiato sul voto in delega al meno peggio, rassegnato alle diverse sfumature di grigio, quando invece la Costituzione ci obbliga a non essere indifferenti e a non mollare, ci dà il compito di rimuovere gli ostacoli.
È quindi ora di dire basta a questa deriva morale ed umana, perché la ribellione alle ingiustizie è un dovere costituzionale che deve anche fare i conti con un potere che usa il potere per abusare del potere e per reprimere ogni anelito costituzionale di verità e giustizia.
Salvatore Vitaliano



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