Il petrolio di Tempa Rossa per il genocidio israeliano?
Il petrolio estratto in terra lucana, a Tempa Rossa, attraverso il terminale dell’ENI al porto di Taranto, raggiunge Israele in favore di una azienda che ha l’appalto di fornitura dell’IDF.
Secondo la ricerca di Greenpeace, realizzata insieme a Report, l’export di combustibili fossili dall’Italia a Israele durante la guerra a Gaza è stato molto intenso.
In tre casi i carichi partono dal molo ENI di Taranto, che funge solo da terminalista. Le tre operazioni commerciali, infatti, riguardano greggio proveniente dal Centro Olio “Tempa Rossa”, giacimento petrolifero situato nel cuore della Basilicata e gestito dai francesi di TotalEnergies Italia, da Shell Italia e da Mitsui.
Total informa che “nessuna delle tre navi menzionate stava trasportando greggio della società”, mentre la casa madre Shell non ha fornito risposta.
È stato però scoperto che la nave Minerva Joy diretta verso Israele, spegne il rilevatore a AIS a 127 miglia dalla costa facendo perdere le tracce ma ricompare sotto diverso nome ad Ashkelon in Israele. Lo schema si ripete il 29 novembre 2015 con la nave Seavalour.”
Per quanto riguarda le informazioni sull’origine del greggio, voglio ricordare che ciascun partner di Tempa Rossa commercializza autonomamente la produzione che possiede ed è l’unico responsabile della designazione delle navi incaricate del trasporto dei propri volumi.
Si è rivelato che “dal più grande petrolchimico d’Italia, l’Isab siciliano di Priolo, sono partiti dieci carichi di carburanti diretti in Israele e l’acquirente risulta essere il colosso energetico israeliano ORL Bazan.
Il giochino teso a imbrogliare i curiosi si articola così: in pratica, l’israeliano Bobrov vende gasolio italiano a se stesso tramite una società che rifornisce il ministero della Difesa israeliano. Se ne deduce che la raffineria di Priolo è divenuta parte del sistema di sicurezza energetico di Israele.
A testimonianza che il legame del nostro paese con un paese CRIMINALE e GENOCIDA è stretto ma si vuole tenerlo nascosto.
Salvatore Vitaliano



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