I prigionieri della flottiglia
Il presidente del senato Ignazio Benito La Russa, seconda carica dello stato, quello con il busto del Duce in casa, per intenderci, invece di difendere chi è stato assalito in acque internazionali, minacciato, sequestrato, imprigionato, ha verbalmente aggredito gli assaliti.
“Quante vite di bambini hanno salvato?”, ha chiesto nel suo orribile comizio.
A differenza della signora Meloni non ha neppure fatto finta di prendere, sia pure ipocritamente, le distanze.
La verità è che loro non vogliono prendere le distanze da Netanyahu, semplicemente perché è uno dei capi della destra internazionale, uno che ha ospitato a casa sua i leaders dei gruppi neonazisti e neofascisti.
La Russa è uno di quelli che si unisce al coro che dice: "Se la sono cercata. Ben gli sta".
Dal momento che La Russa vuole sapere quante vite abbiano salvato i volontari della Flotilla, sarà lecito chiedere quante vite abbia salvato la destra italiana assistendo in silenzio al genocidio, al massacro dei bambini, alla distruzione degli ospedali, alla cacciata di tante organizzazioni non governative anche italiane, alla chiusura dei valichi.
Dove stavano La Russa e camerati?
In realtà i fas-tidiosi odiano i ProPal e quelli della flottiglia perché con la loro azione civile e nonviolenta hanno illuminato bugie, codardia, violazione della legalità internazionale. Hanno fatto vedere al mondo intero che Netanyahu e i suoi alleati ritengono un pericolo anche chi porta una coperta, un bambolotto di pezza, una aspirina. Chi li ha brutalmente aggrediti ha svelato al mondo la vera natura di chi sta radendo al suolo Gaza, la Cisgiordania, il Libano.
Se qualcuno avesse ancora dei dubbi legga "Mai più" di Anna Foa e "La continuità del male" di Tomaso Montanari e capirà che questi loschi figuri, fascisti sono e fascisti restano.
Salvatore Vitaliano



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