Sanchez. Non un servo degli USA!


 

Come hanno reagito i socialisti spagnoli alle dichiarazioni contro Trump?

Stanno riscoprendo un profondo orgoglio e in tanti mostrano la bandiera spagnola. Sentono di aver recuperato un’identità nazionale. Dall’altra parte Vox, ma anche la destra del PP, che dovrebbero essere i nazionalisti, si dimostrano sempre più una sorta di filiali MAGA e della Big Tech in Europa, ovvero chi fa sostanzialmente gli interessi degli Stati Uniti di Trump.

Un’inchiesta di El Mundo ha evidenziato però che le basi spagnole vengono ugualmente utilizzate dagli Usa perché aggirano il veto di Sanchez attraverso una rete di scali in Europa prima di arrivare in Medio Oriente.

Comunque, privare gli Usa di un appoggio logistico, crea dei disagi alla loro rete militare e ne aumenta i costi, così come vietare l’accesso allo spazio aereo. 

Sanchez, in questo modo, dimostra che si può spezzare il conformismo, anche a livello europeo. 

Trump l’ha notato e ossessivamente nell’ultima settimana continua a ritornare sulla Spagna, che “dobbiamo punire”. Evidentemente questa cosa gli è bruciata.

Anche la posizione di Sanchez contro Israele è stata molto chiara.

Sanchez ha fissato nero su bianco i valori fondamentali dei socialisti: che i diritti umani vanno rispettati, che a Gaza è avvenuto un genocidio, e che la linea di Israele è inaccettabile. Dichiarazioni fatte ben prima che l’opinione pubblica mondiale fosse più o meno arrivata a questa consapevolezza.

Sanchez è in carica dal 2018 e da allora il salario minimo è praticamente raddoppiato, passando da 736 euro al mese ai 1.221 di oggi. È una misura che difende i più deboli tra i lavoratori e tra i poveri. 

In Spagna abbiamo avuto numeri impressionanti di aumento del Pil, anche oltre il 3%. Sono aumentati i salari più bassi, anche se quelli medio-bassi e medi sono piuttosto stagnanti. 

Ma il tema caldissimo in Spagna è quello dell’emergenza abitativa. C’è stato un aumento significativo del valore immobiliare negli ultimi anni. Per chi ha già la casa ovviamente è una notizia positiva, perché aumenta il proprio patrimonio, ma ci sono tanti giovani che sempre più non riescono a comprare casa, neppure a programmarselo, e gli affitti aumentano. 

E su questo il Psoe, non ha agito in modo incisivo. Ha approvato una legge che però non contiene le misure necessarie per fare fronte a un’emergenza così pesante.

Purtroppo molto sta nei numeri in Parlamento. Strutturalmente, quello di Sanchez, è un governo di minoranza che si regge sulla maggioranza di, letteralmente, un seggio alla Camera dei deputati. Il che significa che il governo non può procedere con misure radicali. 

Dentro questa coalizione ci sono anche partiti di destra, tra cui i catalani di Junts, che si opporrebbero a una misura progressista sulla casa, perché il centrodestra catalano rappresenta gli interessi dei proprietari.

Poi c’è il tema della magistratura, il potere dello Stato meno riformato dopo l’epoca franchista e dove si annida anche il revanchismo fascista.

Guardando alle politiche del 2027 quali sono a oggi le prospettive?

Sanchez ha buone possibilità di vittoria, a fronte del fatto che gli spagnoli non vogliono avere nulla a che fare con Trump. Ma c’è anche da registrare una forte ascesa di Vox, in particolare fra i giovani maschi, dai 18 ai 35 anni. 

Vero è che dopo otto anni al potere è abbastanza fisiologico anche un calo di consenso, e il malcontento non va a riversarsi nelle forze di estrema sinistra, perché viste come parte del potere.

Quindi il tema casa sarà decisivo.

Se Sanchez riuscisse a incidere su questo punto e sulla gestione degli effetti economici della crisi in Iran, continuerebbe a essere di gran lunga il politico più popolare. 

Oggi come leader ha il 43% delle preferenze, mentre Feijòo e Abascal restano lontani. Entro il campo di azione del realismo politico, ha aumentato il salario minimo e spinto le rinnovabili in maniera massiccia, cosa che oggi porta gli spagnoli ad avere il costo dell’elettricità più basso di tutta Europa. 

In più ha aperto imprese che producono macchine elettriche e batterie elettriche in collaborazione con i cinesi, creando forte alleanza con Pechino. Scelte criticatissime dalla destra, che oggi però vivono il loro apice visto che garantiscono alla Spagna condizioni relativamente migliori per affrontare la crisi energetica.

E noi Italia, con questi fascisti al governo, siamo "in braghe di tela"...

Salvatore Vitaliano 

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