La crisi della democrazia
Mettere insieme dei dati senza avere alla base un metodo ermeneutico con cui analizzarli significa produrre solamente confusione.
Se ci si riflette con attenzione, prima, insieme al tradizionale metodo scientifico, era il pensiero umano, che aveva la capacità di ragionare sulle cause e gli effetti e costruire modelli esegetici per intendere il reale.
Oggi, tutto è sostituito dall’opulenza informativa del web, che con gli algoritmi giusti, produce risultati più veloci e infallibili.
Tutto questo c'entra qualcosa con la crisi della democrazia?
Il potere, qualunque potere, ai cittadini critici preferisce sudditi docili. Quindi bisogna intervenire, sostanzialmente per abbassare il livello culturale e cognitivo dell’opinione pubblica, la stessa da cui poi emerge la classe politica.
Non è un caso che il quoziente intellettivo medio della popolazione, sempre salito dal 1907 quando si iniziò a misurarlo, ha fatto registrare un calo dal 2009 (anno in cui sono comparsi gli smartphone), mentre ormai più del 40% della popolazione soffre di analfabetismo funzionale (sa leggere, ma non coglie il messaggio contenuto in ciò che ha letto).
Il Sessantotto aveva messo in evidenza che la popolazione si stava radicalizzando in senso critico perché c’erano troppe persone istruite e fornite di pensiero critico, specie nei confronti di un capitalismo che stava tornando predatorio.
Nelle edicole c’erano troppe riviste culturali e giornali con inserti scientifici, nelle librerie troppi testi di livello elevato. Nelle università troppi professori di “sinistra” e in televisione troppi programmi a carattere culturale.
Oggi, una tecnologia come ChatGpt parte dal presupposto che siamo tutti disabili a livello cognitivo, essendo congegnata per pensare al posto nostro, comparando miliardi di dati, svolgendo ricerche, componendo opere d’arte, etc.
L’assenza di studio, pensiero e parola elevati (i greci antichi riassumevano con un solo termine: lógos) conduce alla mediocrità, e questa è il vero male della democrazia.
In Italia ne sappiamo più di qualcosa. Non soltanto l’opinione pubblica, ma anche i politici, i docenti, gli intellettuali, gli autori televisivi: si tratta di colpire il pensiero, privilegiare la mediocrità e umiliare il merito. Informati su tutto senza conoscere nulla, così ci vogliono. L’assalto alla democrazia è cominciato almeno trent’anni fa. Ed è stato pianificato.
Salvatore Vitaliano



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