Fascisti



Tomaso Montanari scrive che la destra italiana è ancora fascista. 

Ha ragione ed è inutile sperare che non continui ad esserlo e che non lo dimostri. 

Non possiamo pretendere che Giorgia Meloni si dichiari antifascista perché non lo è. 

Non possiamo trovare strano che Poli Bortone si tatui Msi su un braccio perché quello è il suo vero partito. 

Non possiamo pretendere che loro e tutti gli altri rinneghino loro stessi e le loro abiette convinzioni. 

Non possiamo chiedere loro di cambiare rotta e di abiurare in favore dei valori nati dalla Resistenza. Specie ora che possono rivendicare il loro passato e vendicare l’isolamento a cui erano stati ridotti nella prima repubblica.

D’altronde non si può dar loro torto fino in fondo se la maggioranza non si indigna più. 

Se il fascismo, inteso come forma mentis, della classe dirigente è diventato accettabile non è responsabilità dei nuovi e vecchi adepti ma dei sistemi di informazione e di istruzione che in questo paese hanno via via abdicato alla loro funzione: raccontare la verità e formare cittadini in modo che riconoscano “la feccia che risale il pozzo” prima che arrivi in superficie.

Salvatore Vitaliano 

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