Cito un aneddoto che ha origini indiane e che ho tratto da 'Un altro giro di giostra' di Tiziano Terziani perché, condividendo l'ateismo di Tiziano, ho trovato questo enunciato l'emblema del giusto fatalismo:
“Un suddito va dal suo re che ha grande fama di saggezza e gli chiede: «Sire, dimmi, esiste la libertà nella vita?»
«Certo», è la risposta.
«Quante gambe hai?»
L’uomo si guarda sorpreso «Due, mio Signore».
«E tu, sei capace di stare su una?»
«Certo»
«Prova allora. Decidi su quale».
L’uomo pensa un po’, poi tira su la sinistra, appoggiando tutto il proprio peso sulla gamba destra.
«Bene», dice il re «E ora tira su anche quell’altra».
«Come? È impossibile, mio Signore!»
«Vedi? Questa è la libertà. Sei libero, ma solo di prendere la prima decisione. Poi non più.»
Salvatore Vitaliano



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