Bruno Vespa e Tele-Meloni
verbalmente un parlamentare del PD, ospite in studio a Porta a Porta, ovvero su una costosissima trasmissione di Rai Uno (nota Tele-Meloni).
Il conduttore, tra i più pagati in assoluto dalla Rai, giovedì ha attaccato frontalmente Giuseppe Provenzano, “colpevole” di aver interloquito con il senatore di Fratelli d’Italia Lucio Malan.
Una normale interlocuzione, come tante che avvengono nei dibattiti televisivi.
Ed è lì che Vespa interviene, estraendo un virtuale cartellino giallo contro Provenzano, per difendere l’esponente di maggioranza.
Provenzano ribatte senza alzare i toni e Vespa lo provoca: “Vuol venire al posto mio?”.
A provocazione risponde provocazione e Provenzano replica con una battuta ironica: “Forse lei dovrebbe sedersi da quella parte”, dice, ironizzando sull’arbitraggio "di favore" del conduttore.
Ed è lì che Vespa perde le staffe e aggredisce il parlamentare, gli punta il dito verso il viso e gli urla di stare zitto. Una scena da osteria, più che da studio televisivo (tipico atteggiamento fascista).
La vicenda è diventata virale. Fa emergere in modo plateale un problema che la Rai non può più far finta di non vedere: il problema si chiama Bruno Vespa.
La Rai, purtroppo non da adesso, strapaga un personaggio che a mio avviso cozza in ogni suo accento con la missione del Servizio pubblico: dal modo morboso di affrontare i casi di cronaca, all’intervista al figlio di Riina (vi ricordate?), fino ai temi politici, rispetto ai quali la conduzione è smaccatamente piegata alla propaganda di una parte politica.
Se questo accadesse a Mediaset o a La7, sarebbe una questione di malcostume giornalistico, un po’ come i titoli di Sallusti o di Belpietro o le smargiassate di Bocchino; ma quando avviene sulla Rete ammiraglia della Rai, il problema diventa politico.
Per quanto tempo ancora Vespa dovrà abusare della pazienza di cittadini che pagano il canone?
Non si è arricchito abbastanza?
E’ possibile mandare in onda una trasmissione che da anni fa ascolti mediocri, ma che è diventata un esempio smaccato di parzialità sui canali del Servizio Pubblico?
La cosa che lascia perplessi è che in tanti sono stati accompagnati alla porta o è stato fatto in modo che la imboccassero, da Michele Santoro, a Bianca Berlinguer, da Fabio Fazio a Lucia Annunziata. Ma Vespa resta lì. Potente e strapagato.
Salvatore Vitaliano



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