Racconto breve di un ateo
Non esiste uomo sulla terra e non è mai esistito nessuno che abbia veduto Dio.
Giacobbe lo intravide, sotto forma umana avendoci lottato, ma verosimilmente non lo vide davvero perché era al buio e ne percepì solo l'ombra. Invece, chi afferma di averlo visto è il fondatore dei gesuiti Ignazio di Loyola ma è solo una sedicenza dal momento che non esistono prove.
Per un ateo come me quindi, i fatti sono incontrovertibili.
Ciò detto, mi è capitato di immaginare di incontrare Dio, e qui comincia la mia novella...
Lui (Dio) prenderebbe la forma di una persona per non spaventarmi, perché non credo che assomigli a un uomo.
Io, immagino di essere sopra una collina verde seduto a riflettere, come mi piace fare, e a osservare la campagna circostante, il cielo e quel vuoto interiore che non riesco mai a colmare e mi sforzo di dare un senso a tutto questo.
Lo immagino serio, un po' invecchiato, con un leggero sorriso e che mi saluta con la mano.
Mi si avvicina e mi da una pacca sulla spalla e io sento un'energia sconosciuta e ricambio il suo saluto.
Dio guarda fisso nei miei occhi lucidi ormai disillusi e spaventati dal futuro incerto e dalla solitudine interiore. Poi mi rivolge la parola:
"Senti Tore, vedo che come un tempo ami i posti bucolici, gli animali, l'aria sulla pelle. Dicevi a tutti che non credevi in me, ma io ti sentivo nei tuoi lamenti, nelle tue angosce, invocare il mio nome. E ora dimmi, se ti dicessi cosa desideri, cosa mi chiederesti?"
"Dio, ho rinnegato il tuo nome è vero, ma speravo che nella disperazione mi fossi accanto, mi sussurrassi coraggio e mi aprissi gli occhi. A volte, nella rabbia, pensavo che mi avessi abbandonato ma poi le cose si mettevano a posto e il ciclo ricominciava con l'ipocrisia classica degli esseri umani".
Dio: "Lo so Tore, quando tutto va bene io sono buono, misericordioso, poi quando le cose si mettono male, tutti pronti a bestemmiare come se io mi potessi offendere dalle vostre stupide parole. Comunque ti ho posto una domanda, sembra che tu voglia perdere tempo per pensarci sopra, ormai ti conosco, inutile mentire!"
E io arrossendo rispondo: "Un' altra persona ti chiederebbe denaro, potere, tornare giovane, l' amore e il rispetto della gente... ma io ormai ho imparato che tali desideri sono sbagliati e mi si ritorcerebbero contro se non sapessi usare la testa. Ma l' uomo sbaglia sempre, quindi, qualsiasi desiderio io ti chiedessi, ne dovrò pagare le conseguenze. Credo che l' uomo deve lasciare a Dio il suo destino e accettare la sua volontà nel bene e nel male".
Dio inizia a sorridere, credo che lui abbia uno spiccato senso dell' umorismo. Poi torna serio e mi dice: "A volte un po' di ambizione non guasta altrimenti si rimane sempre nello stesso posto, un tizio una volta ha detto 'aiutati che Dio ti aiuta', gli antichi erano saggi quando erano ubriachi".
Rispondo con calma: "Sai, nella vita ho capito che più in alto si sale e più, se si cade, ci si fa male; chi troppo vuole, spesso nulla stringe. Scusami ma il mio desiderio è poter vivere sereno gli ultimi anni che mi restano, e poi vorrei che non mi abbandonassi!"
"Tore stai diventando saggio, ma io non ti ho mai abbandonato perché hai sempre rispettato il creato e le creature che lo abitano. Ora devo andare e tu rischi di beccarti una bella pioggerella se non ti sbrighi a rientrare. Corri o ti bagni tutto, così ti lavi la coscienza, testone".
Salvatore Santangelo


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