L’Italia è il peggior paese europeo?
I dati oggettivi dimostrano che l'Italia è l'unica nazione del continente che sta attivamente lavorando alla propria autodistruzione economica e demografica con una costanza scientifica.
Non siamo il paese più povero in termini assoluti se guardiamo il PIL, ma siamo senza dubbio il peggiore se analizziamo le prospettive future e la gestione delle risorse.
L'italia è l'unico paese dell'area OCSE in cui i salari reali sono diminuiti negli ultimi trent'anni invece di aumentare.
Abbiamo creato un mercato del lavoro che sfrutta i giovani con stipendi da fame e contratti precari, costringendo i laureati e i tecnici migliori a emigrare verso nazioni che li pagano il triplo.
Questo esodo priva il paese delle menti migliori per innovare e lascia la nazione in mano a una popolazione sempre più anziana e improduttiva che grava su un sistema pensionistico matematicamente fallito.
La gestione dello Stato italiano è un esempio da manuale di inefficienza criminale che paralizza qualsiasi attività.
La burocrazia non è un servizio ma un ostacolo che consuma denaro, con tempi della giustizia civile che sono i più lenti d'Europa e che scoraggiano qualsiasi investimento estero.
Nessuna azienda sana di mente verrebbe a investire in un luogo dove per risolvere una disputa commerciale servono dieci anni e dove le regole fiscali cambiano ogni sei mesi.
Le infrastrutture cadono a pezzi, con ponti che crollano, autostrade perennemente in manutenzione e una rete ferroviaria locale ferma al dopoguerra, mentre la politica discute di opere faraoniche inutili.
Paghiamo tasse da paese scandinavo per ricevere servizi da paese del terzo mondo, e accettiamo tutto questo con una rassegnazione che è la vera condanna a morte della nazione.
Il confronto con gli altri partner europei è impietoso e umiliante sotto ogni aspetto.
Paesi come la Polonia, la Romania o la Spagna ci hanno superato in termini di dinamismo, digitalizzazione e crescita. Loro costruiscono il futuro, noi spendiamo miliardi per pagare gli interessi su un debito pubblico mostruoso che abbiamo accumulato per finanziare sprechi e clientele politiche.
Siamo il peggior paese europeo perché siamo l'unico che ha avuto tutto, ricchezza, industria e cultura, e ha deciso consapevolmente di buttarlo via per mantenere privilegi insostenibili e proteggere corporazioni intoccabili.
Non siamo in crisi. Siamo in declino irreversibile.
Salvatore Vitaliano



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