Trump da rottamare


 

Il sospetto che Donald Trump sia "da rottamare" non è più solo una battuta dei comici satirici, ma una diagnosi clinica che sta agitando i corridoi del potere americano. 

Il professor Bruce Davidson, della Washington State University, ha deciso di rompere il silenzio, puntando il dito su quello che definisce un "evidente declino neurologico" del Tycoon, ipotizzando un ictus cerebrale avvenuto all'inizio del 2025.

Secondo Davidson, non serve uno stetoscopio per vedere che qualcosa non va; basta guardare i video degli ultimi mesi con occhio clinico.

L'andatura "a falce": Trump strascica il piede destro, un segno classico di deficit motorio post-ischemico.

Le mani "traditrici": l'uso anomalo della mano destra e la necessità di sorreggersi costantemente alla ringhiera con la sinistra (pur essendo destrorso) quando scende le scale.

L'insalata di parole: episodi sempre più frequenti di afasia e difficoltà nell'articolare concetti complessi, spesso mascherati con i suoi soliti slogan ripetitivi.

La sonnolenza diurna: quei "colpi di sonno" durante i briefing ufficiali che la Casa Bianca liquida come "momenti di riflessione a occhi chiusi".

La Casa Bianca, ovviamente, smentisce tutto. Il medico di fiducia, il dottor Sean Barbabella, ha rilasciato a luglio 2025 un bollettino che parla di una "comune insufficienza venosa cronica" per giustificare il gonfiore alle gambe e di "lividi da troppe strette di mano" sul dorso delle mani. Ma la spiegazione non convince Davidson, che vede in questi segni clinici un puzzle molto più inquietante.

Il New York Times ha rincarato la dose: anche se l'ictus non fosse confermato, l'accelerazione del declino fisico di un uomo di quasi 80 anni, sottoposto allo stress della presidenza e di mille battaglie legali, è sotto gli occhi di tutti.

Si può volere il male di qualcuno? Nooo... ma anche si.

Salvatore Vitaliano 

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