Perché votare NO.
Votare No al referendum non è un gesto anti-Meloni, è difendere la Costituzione dallo scempio.
Votare per il Sì al referendum è un atto di cambio istituzionale dell'assetto democratico repubblicano del paese. La posta in gioco è molto alta. Si tratta di scegliere se preservare l'equilibrio tra i poteri disegnato dai padri costituenti o se avviarsi verso una deriva che rischia di stravolgere la natura stessa della Repubblica.
Una domanda deve essere resa esplicita: siamo per la distruzione della Carta Costituzionale o per il suo recupero?
Questo è il punto, tutto il resto è discussione a carte coperte.
Una campagna referendaria che è condotta con argomenti falsi e fuorvianti.
Il governo, e in particolare il ministro della Giustizia Carlo Nordio, avrebbero venduto la riforma come una panacea per i mali della giustizia italiana, nascondendone la vera natura e cioè quella di un attacco frontale all'indipendenza della magistratura, di un tentativo di piegare uno dei poteri dello Stato al volere della politica.
Il sorteggio dei membri del Csm, la separazione delle carriere, la creazione di un' Alta corte disciplinare, sono tasselli di un disegno più ampio, che mira a svuotare dall'interno le garanzie costituzionali.
Votare No non è un gesto anti-meloniano di pura formalità ma è la condanna popolare dello scempio in atto nel funzionamento degli organi costituzionali.
Il No non è solo opposizione a questo governo, a questa maggioranza, è difesa di un equilibrio che va oltre le contingenze politiche, che riguarda la tenuta stessa della democrazia italiana. È un atto di responsabilità verso le future generazioni.
Ogni modifica alla Costituzione (verrebbero cambiati sette articoli), se non condivisa e ponderata, rischia di innescare meccanismi imprevedibili. Serve un richiamo alla lucidità. Un invito a guardare oltre la superficie, a non farsi ingannare dalle sirene della propaganda.
Il 22 e 23 marzo, gli italiani saranno chiamati a scegliere.
Votare No significa difendere la Costituzione, significa dire che non siamo disposti a svendere le conquiste di generazioni per un pugno di voti e un minuto di popolarità.
Non dobbiamo assiste a questo scempio senza reagire.
Salvatore Vitaliano


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