Giorgia e il Venezuela...


 

Le dichiarazioni di Giorgia Meloni, secondo cui l’intervento armato statunitense in Venezuela “non è la risposta giusta, ma è comunque legittimo”, costituiscono una contraddizione sia giuridica che di principio, nonostante l’indignazione morale verso il regime di Maduro sia più che comprensibile.

Che Nicolás Maduro sia, per usare un eufemismo, un "poco di buono" è assolutamente certo.

Proprio la gravità delle colpe di questo poco raccomandabile soggetto, però, rende ancor più pericolosa la dichiarazione che ne giustifica la repressione attraverso un atto di forza. 

Affermare che un’operazione delle forze speciali USA, condotta penetrando senza alcun consenso in un territorio sovrano, sia “legittima” significa svuotare di significato il diritto internazionale e i suoi pilastri fondamentali.

Se ogni stato potesse agire da “poliziotto globale” basandosi sulle proprie leggi e i propri mandati di cattura, si legalizzerebbe la legge del più forte, aprendo un’era di caos e rappresaglie infinite.

La posizione espressa dalla Meloni, condanna il metodo ma ne assolve il fondamento giuridico. 

In realtà, nella comunità internazionale, la legittimità di un’azione non deriva dalla gravità del crimine che intende punire, ma dal rispetto delle regole condivise che impediscono l’anarchia tra stati. Sminuire questo approccio multilaterale, anche in un caso così moralmente chiaro come quello di un regime corrotto e violento come quello venezuelano, indebolisce la credibilità del Paese che si erige a poliziotto.

La via alternativa esiste, ed è quella che l’Italia dovrebbe sostenere con più forza: potenziare la cooperazione giudiziaria internazionale, sostenere le indagini di organismi come la Corte Penale Internazionale e rafforzare gli strumenti di pressione diplomatica ed economica. 

È un percorso più lento e meno spettacolare di un’incursione militare, ma è l’unico che permette di combattere l’illegalità senza tradire i princìpi dello stato di diritto che si vogliono difendere.

La legittimità morale di perseguire i crimini di Maduro non può essere confusa con la legittimità giuridica di un’azione che viola la sovranità di uno stato membro dell’ONU. 

Una cosa è la condanna del regime venezuelano, doverosa; un’altra è avallare una pericolosa deriva verso un sistema internazionale dove la forza sostituisce il diritto. 

Ma questo, la premier non lo condivide...

SalVitSan

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