Si stava meglio quando si stava peggio


 

Ma davvero perfino Berlusconi era meglio dell'attuale governo?

Sì, e fa quasi male ammetterlo, ma perfino Berlusconi, con tutto il suo circo di nani, ballerine, scandali, barzellette imbarazzanti e ministri che sembravano usciti da un casting sbagliato, riusciva comunque a dare l’impressione di sapere almeno come funziona la macchina dello Stato, perché dietro la sua tragicommedia c’era una certa furbizia politica, una capacità di trattare, di galleggiare, di evitare il disastro istituzionale per puro istinto di sopravvivenza, mentre oggi ci troviamo davanti a un governo che nemmeno quella furbizia possiede: un gruppo che scambia l’autoritarismo da social per capacità decisionale, che confonde propaganda con governance, che manda in rovina sanità, scuola, diplomazia e diritti con una leggerezza disarmante, convinto che basti puntare il dito contro qualcuno per sembrare competente. 

Berlusconi era un venditore di sogni anni ’90, discutibile senz'altro, ma almeno aveva un disegno, un’idea, un progetto (per quanto cucito su sé stesso), mentre oggi assistiamo a una gestione improvvisata, piena di complessi, risentimenti e slogan di cartone, dove l’unica cosa che cresce è il volume della propaganda e non la qualità del governo; il fatto che si debba arrivare a rimpiangere Berlusconi non è nostalgia, è la misura del baratro in cui ci hanno trascinato. Se il passato, pur con tutti i suoi difetti, sembra migliore del presente, significa che il presente è messo veramente male.

SalVitSan

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