Truffa o opera d'arte?
Un umile violinista di strada entra timidamente in un negozio di generi alimentari, compra una mozzarella e prega il salumiere di custodirgli per qualche ora il violino.
Appena il musicista è uscito, entra un cliente elegante, il quale, mentre il salumiere gli taglia rosee fette di prosciutto, dà un’occhiata distratta allo strumento, poi ne esamina con evidente stupore le curve, lo scruta di fronte e di profilo con occhio clinico e domanda:
“Me lo venderebbe? Le do…”
E spara una cifra allucinante.
Il salumiere è percorso da una scarica elettrica dalla testa ai piedi, e a malincuore risponde che il violino non è suo.
“Peccato! È un Guarnieri del Gesù. Sono un collezionista”.
Il salumiere nasa l’affare e gli dice di tornare la sera.
“Tornerò”
Dopo qualche ora, rientra il violinista per ritirare lo strumento.
“Me lo venderebbe?”
domanda con aria distratta il salumiere, come se la cosa non lo interessasse.
“Lo so che è un violino senza valore, ma io sono disposto, per un semplice capriccio, a pagarlo bene…” E dice una cifra importante, ma un milione di volte inferiore a quella che aveva offerto il collezionista.
Il violinista di strada, sentimentale e patetico, si sente lacerare il cuore nel separarsi dallo strumento, suo compagno di fame e di vagabondaggio, ma il salumiere gioviale, chiassoso e travolgente, gli fa osservare che con quella cifra se ne potrà comperare altri dieci così.
Davanti all’eloquenza dei numeri, il modesto violinista si lascia convincere, gli cede lo strumento, mette in tasca la somma, esce in strada e si dilegua nella folla.
Inutile dire che il collezionista di violini non tornò mai a comprare lo strumento, il cui valore commerciale superava di poco quello della mozzarella e dei due etti di prosciutto che lui e il suonatore avevano investito come spese iniziali.
Truffa o opera d’arte?
Salvatore Vitaliano


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