La voce



La voce umana è una combinazione di vibrazioni di corde vocali che genera suono e emozioni.

C’è la voce dell’amore, la voce amica, la voce del padrone, la voce dell’oracolo, la voce della mamma. 

A volte la voce può essere un sussurro nell’intimità, ma anche un brusìo indistinto quando ci sono voci sullo sfondo, e non sempre la voce si modula attraverso vocali e consonanti, può spezzarsi nel grido di dolore o di rabbia, oppure farsi caldo gemito.

Ci sono voci squillanti come trombe e voci profonde come pozzi, voci gradevoli o voci roche, voci da soprano o da baritono, voci che si ripetono nella eco, voci vive o registrate. 
C’è la voce del medico che ci dice: “è benigno”, allora è una voce che ci fa saltare in aria dalla gioia, ma la stessa voce può pronunciare: “è maligno”, allora quella voce ci getta nello sconforto ma ci esorta anche a lottare. 

La voce è l’essenza dell’essere umano: c’è la voce del fumatore e la voce dell’ubriaco, e c’è la voce del muto per chi sa estrarre dalla miniera del silenzio un oro immaginario. E poi c’è la voce dell’agonia e anche la voce mancante. 

Le voci che amo di più sono quelle che sanno fermarsi; le voci che odio sono quelle che ti buttano addosso la parola cieca dell’egoismo e del narcisismo. 

Eppure la voce sa essere anche profonda gentilezza, sa essere attenzione e amore, e in alcuni casi basta una parola al momento giusto per cambiare la nostra percezione della vita, per ritrovarci in un dolore nuovo con il volto della speranza. 

La voce è mutevole, può essere poesia, comando, sussurro, astrazione, delazione, può essere coraggio, impeto, incitazione, eccitazione, la voce può essere una richiesta di aiuto e un dono, può essere sacrificio e rivolta, e poi ci sono voci premurose che si rifiutano di avere l’ultima parola, al contrario di altre voci che vogliono mettere il proprio sigillo su ogni conversazione.

L’enciclopedia ha molte voci, ma forse anche le stelle lontanissime hanno un bisbiglìo tenue che non riesce ad arrivare alle nostre orecchie.
La voce è tutto quello che abbiamo, anche nel silenzio.

 E i sordi? I sordi vedono le voci umane, perché voce è anche gesto, postura, eleganza vestibolare, ritmo dei corpi, voce è anche immaginazione, colore, tempesta e arcobaleno. Ogni cosa ha una propria voce, anche il sasso, la vertigine e la sorgente, l'animale. 
Una volta ho pensato che solo gli animali conoscano la voce della poesia, perché gli animali hanno il verso. 

C’è la voce degli altri e la nostra voce inconfondibile. 
E che cos’è lo strazio, la guerra, il conflitto, se non voce inascoltata? 
Chi sa ascoltare una voce sa vedere anche un volto, chi vede un volto non può uccidere perché si rende conto della sacralità di ogni volto; chi profana il sacro è il vero sordo dell’esistenza. Il profanatore non ha mai ascoltato una voce umana. 

La voce è visione. E chi sa ascoltare la voce dei morti e la voce dei vivi è a buon punto per il sovrumano: "in principio era il Verbo".

Non c’è frase più vera.

Salvatore Vitaliano 

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