La pace, questa sconosciuta...
Lo chiedo alle persone intelligenti.
Io non lo sono. Sono razionale, non sono perciò né furbo né intelligente.
La domanda è:
"facciamo finta, solo per un attimo, che Putin voglia fare la pace. Perché l’umore dei moscoviti è basso, perché i giovani che avevano creduto che Mosca potesse diventare una capitale europea alla pari di Parigi, Londra o Roma si sono ricreduti, oppure perché gli oligarchi non possono più comprare ville sulla Costiera amalfitana o girovagare nel Mediterraneo con i loro yacht, o solo perché si è stufato.
Ecco, a prescindere, facciamo finta che voglia la pace: a chi dovrebbe telefonare?"
A Trump, direte.
Ma la recente storia dimostra: da un lato il mutevole umore dell’uomo e le altalenanti conseguenti decisioni; dall’altro che non ha sufficiente leadership per far rispettare agli alleati i suoi accordi di pace.
Non è riuscito a imporre agli europei, e meno che mai a Zelensky gli accordi che aveva preso con Putin in Alaska; non è riuscito neanche con Netanyahu a fargli smettere di bombardare il Libano o fermare il genocidio a Gaza e neanche a fermare i coloni in Cisgiordania.
Quindi?
Una trattativa diretta con Kiev pare impossibile visti i vincoli che gli ucraini si sono autoimposti con le modifiche costituzionali.
E poi, onestamente, Zelensky che interesse ha a fare la pace? Finita la guerra è finito anche lui. Forse sui libri di storia sarà ricordato come un eroe, ma nell’immediato il popolo gli attribuisce tutte le inutili devastazioni del paese. Giusto o sbagliato che sia, la Storia ci insegna che sarà così.
Da un certo punto di vista l’Europa è parte del conflitto e quindi sarebbe logico negoziare con essa. Ma nella persona di chi?
Lavrov potrebbe chiamare la sua omologa Kaja Kallas. Vabbè, smettetela di ridere. Però visto che dichiara che il piano di pace dovrebbe prevedere lo smembramento della Russia, non vale la pena parlarci.
E se Putin telefonasse a Ursula?
Ragazzi non i sovranisti o i putiniani ma i volenterosi direbbero che la Ue non conta un piffero e che chi decide è un triunvirato fatto da Francia, Germania e l’UK, un paese che è uscito sbattendo la porta dalla Ue.
E cosa propongono i tre?
Nell’ordine: di tornare ai confini del 2014; di estendere l’ombrello atomico francese alla Ue; di mandare truppe in Ucraina e si propongono come forza di interposizione tra Ucraina e Russia.
Pensate che Putin possa trovare una sponda ragionevole nei tre?
Tra l’altro Macron è in scadenza come lo yogurt, Merz è ormai un abusivo e il premier inglese cambia così velocemente che non ricordo neanche il suo nome.
Per carità di patria, non cito le dichiarazioni inutili e provocatorie delle massime istituzioni italiane che rendono l’Italia poco più di una comparsa su tutti i tavoli.
Ma Putin pare tenace e quindi potrebbe lo stesso parlare con Bruxelles. Ma a chi dovrebbe telefonare?
Alla Commissione Europea? Può firmare la pace?
Non esattamente. Il Consiglio Europeo Coordina e non può decidere la pace.
Il Consiglio dell’Unione?
Dipende, ma comunque non può decidere in autonomia.
La Bce?
No, non può firmare la pace, però può alzare i tassi.
Potrebbe provare con la NATO che vicino al corridoio di Suwalki ha simulato l’isolamento dell’exclave di Kaliningrad?
Potrebbe provare con Cina e India e chiedere di ricomporre il quadro?
Ma oggettivamente attraverso la guerra in Ucraina ottengono l’indebolimento contemporaneo di USA, Europa e Russia. Perché dovrebbero sbattersi per la pace?
Oggi la pace soffre di un deficit di convenienza sistemica.
Io che non sono intelligente, provo solo una enorme nostalgia di Mitterand, Koll, Andreotti e Thatcher, e credo, anche di Putin.
Facciamo finta che Putin voglia addirittura arrendersi: a chi?
Salvatore Vitaliano


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