Vogliamo contare?
Ma vogliamo tornare a contare?
Ci stanno impoverendo lentamente, ma inesorabilmente e la cosa più grave è che sembra quasi che ci stiamo abituando.
Al supermercato basta comprare poche cose essenziali per rendersene conto: il caffè, l’olio, il pane, la pasta, la carne, i prodotti per la casa, tutto costa di più.
Eppure ci vengono presentati dati sull’inflazione che parlano di aumenti annuali del 3,3%. Ma chi vive con una pensione e fa la spesa ha il diritto di chiedersi: questa percentuale rappresenta davvero la vita reale? Perché una cosa sono le medie statistiche, un’altra cosa è il carrello della spesa.
Un pensionato non vive della media statistica: vive di cibo, medicine, bollette e aiuto ai figli precari che ne hanno bisogno. Noi pensionati siamo allo stremo. Non possiamo rinunciare alle medicine, non possiamo rinunciare a mangiare, non possiamo vivere al freddo. Eppure sempre più siamo costretti a scegliere cosa sacrificare.
E mentre i cittadini stringono la cinghia, la politica trova miliardi per gli armamenti.
Ci dicono che dobbiamo diventare più forti militarmente. Ma che razza di forza è quella di un Paese che compra armi mentre i suoi cittadini e le famiglie contano gli euro per campare?
Nessun cittadino vuole la guerra, nessuno vuole la morte, nessuno vuole rinunciare alla vita. Quindi basta con queste politiche belliciste e basta con chi le vuole alimentare.
Al voto delle prossime politiche dovremmo arrivare al 60% e più di astensioni, così chiunque vincerà sarà costretto a rimettere il mandato al volere del popolo sovrano che, come da Costituzione, aborrisce la guerra.
Salvatore Vitaliano


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