Essere adulti
Mi considero un privilegiato. Leggo molto. Ho tempo per studiare cose che mi piacciono: letteratura, filosofia, informatica.
Sono capace di costruire ragionamenti e di conoscere me stesso confrontandomi con gli altri, esprimendo idee, ipotesi, intuizioni, suggestioni, sogni.
Sono capace di capire (almeno credo) ciò che gli altri mi dicono. Spesso comprendo lo stato d'animo altrui e quindi sono capace di spiegare a me stesso ciò che l'altro neppure sa o sospetta.
E, soprattutto, sono ateo (in questi casi, un vantaggio).
Eppure so che in molti vedono tante più cose di me e le sanno connettere tra loro meglio di quanto sappia fare io.
Mi accontento però, perché so di essere mediamente pensante e so che sono tantissime le persone che invece vedono poche cose nel mondo e nella propria vita e per di più travisandole.
E' un po' come vivere tra i bambini. Tu sei adulto e pensi di conoscere il mondo, la vita. Loro no. Non importa se quei "bambini" sono tuoi coetanei o addirittura hanno 10 o più anni di te.
Non c'è spazio per la superbia, attenzione, ma per una silenziosa responsabilità.
Chi non comprende non sarà da me deriso, ma accolto nella sua nebbia.
Il privilegio di capire il mondo non è un trono, ma una torretta di avvistamento.
Serve restare umani, accettare la solitudine di questa distanza e quando c'è né bisogno, tendere una mano senza pretendere che l'altro veda la luce nello stesso modo o nello stesso momento.
Essere adulti tra i bambini significa proteggerli, non rimproverarli di essere piccoli.
Salvatore Vitaliano


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