Liberale
Secondo Benedetto Croce, il liberalismo non ha bisogno di aggettivi per definire la sua dottrina. Il suo nome basta a sé stesso “perché i liberali per vocazione e per coerenza intellettuale sono accomunati dalla missione di stabilire e far rispettare la libertà”.
Ma chi è un liberale?
È chi coltiva un impegno nelle “arti” e nell’apprendimento della cultura umanistica.
Una persona di modi gentili e mente curiosa.
È chi non è fanatico e settario, ma altruista e tollerante, qualunque sia la sua ideologia e la sua religione.
È chi persegue l’eguaglianza, nell’assegnare posizioni nei servizi pubblici, in un’università o in un ospedale, a uomini e donne di talento e competenti, presupponendo una procedura di selezione non corrotta dal denaro o dal potere, dalla razza o dal sesso.
È chi non sopravvaluta chi è laureato per la sua scolarizzazione o perché le sue conoscenze lo rendono sapiente. Conosco persone molto istruite che sono degli autentici idioti. Le persone colte dovrebbero essere rispettate nei propri campi di pertinenza, ma non a prescindere.
Se un imprenditore di successo può permettersi una vacanza più costosa della mia, la differenza di reddito non è un’offesa a un malinteso egualitarismo.
Avere più soldi di un altro non è un crimine.
Se però può acquistare cure mediche a me inaccessibili, questo è ingiusto.
Nella loro epoca, Voltaire era un filosofo liberale, Jefferson un repubblicano liberale e Mill un liberale puro.
Mentre non è mai esistita né può mai esistere una teocrazia liberale, ovvero un governo liberale di sacerdoti, rabbini, imam, ayatollah.
Chi parla in nome di Dio è intollerante nei confronti del dissenso. Né può esistere una versione del razzismo che sia liberale e lo stesso vale per l’antisemitismo, l’islamofobia, la misoginia e l’omofobia.
Il fanatismo e l’odio non hanno declinazioni liberali.
Salvatore Vitaliano


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