È tempo che tornino i volti
"Pietà per la nazione i cui uomini sono pecore e i cui pastori sono guide cattive.
Pietà per la nazione i cui leader sono bugiardi e i cui saggi sono messi a tacere.
Pietà per la nazione che non alza la propria voce tranne che per lodare i conquistatori e acclamare i prepotenti.
Pietà per la nazione che non conosce
nessun’altra lingua se non la propria e
nessun’ altra cultura se non la propria.
Pietà per la nazione il cui fiato è il danaro e che dorme il sonno di quelli
con la pancia troppo piena.
Pietà per la nazione! Oh, pietà per gli uomini che permettono che i propri diritti vengano erosi e le proprie libertà spazzate via".
Lawrence Ferlinghetti è l'autore di questa poesia.
Volendo potremmo accostarla ad un altro scritto di una canzone di trent’anni fa di Franco Battiato dal titolo 'Povera patria' da cui cito una strofa:
"Povera Patria, schiacciata dagli abusi del potere, di gente infame, che non sa cos’è il pudore. Si credono potenti e gli va bene quello che fanno e tutto gli appartiene".
Questa artistica premessa per dire che accade quello che si temeva da tempo: il nazionalismo che fagocita e manipola; la nazione che cancella i popoli che la compongono.
Il popolo si è scoperto frantumato, sconnesso, diviso, disorientato perché, con rigorosa e metodica violenza, il sistema lo ha liquidato come nessuno seppe compiere nel passato.
Peggio, molto peggio delle dittature perché, queste ultime, almeno presentavano la faccia degli aguzzini. Questo sistema invece è senza vergogna perché usa le maschere e parte del popolo per distruggere il resto del popolo.
Sono stati eliminati i collanti della vita sociale.
La distanza tra governati e governanti è ormai un abisso incolmabile. Si tentano occasionali passerelle, passaggi di fortuna, scorciatoie ma la distanza è troppa, eccessiva e soprattutto non c’è nessuna intenzione di avvicinamento.
Mondi paralleli e insieme giochi di specchi nei quali non si riesce a capire dove si trovino i volti reali.
La partecipazione dei cittadini, all’origine di ogni democrazia che meriti questo nome, si è gradualmente trasformata in delega e infine in tradimento della parola data.
E’ tempo che ‘tornino i volti’, scrisse nel millennio passato il filosofo Italo Mancini.
Facciamo nostro questo imperativo come una delle condizioni per smascherare il sistema.
Salvatore Vitaliano


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