Balle, balle e ancora balle.
Lo scorso 4 settembre, per celebrare la longevità del governo, la bugiardella della Garbatella ha dato vita al suo show: "il festival delle balle". Ne ho fatto un breve decalogo.
Balla 1: “Abbiamo creato oltre un milione di posti di lavoro”.
Ma questo aumento era iniziato prima dell’insediamento del suo governo. La crescita occupazionale italiana si inserisce in un trend positivo europeo post-pandemia. I fattori trainanti principali sono stati i quasi 200 miliardi di euro di fondi del PNRR approvati dai governi precedenti, che hanno scaricato i loro effetti sull'economia, in particolare nei settori dell'edilizia e dei servizi. Inoltre la crescita ha interessato in modo marcato i lavoratori over 50, complici le dinamiche demografiche e l'innalzamento dell'età pensionabile. Va ricordato che, nonostante l'aumento dei contratti stabili, persiste il problema del "lavoro povero", con salari reali che rimangono bassi e non adeguati all'inflazione degli ultimi anni.
Balla 2: “Abbiamo tagliato le tasse”.
40 euro subito mangiati dall’inflazione e dal fiscal drag (il reddito in più finisce negli scaglioni Irpef con aliquote più alte). E poi, le tasse servono a pagare i servizi pubblici: sanità, istruzione, trasporti, sicurezza, giustizia, strade e infrastrutture, servizi di emergenza, assistenza sociale, pensioni e previdenza, protezione civile, tutela dell’ambiente, università e ricerca, cultura e patrimonio pubblico, e devono essere distribuite in modo equo e il gettito non deve tradursi in armi e servizi pubblici inadeguati. Il governo Meloni, per esempio, ha favorito la politica bellicista, la sanità privata e le scuole private.
Balla 3: “Abbiamo restituito oltre 21 miliardi agli italiani”.
Ma questo dato contabile va distinto dall’effetto reale sui redditi. Dire di aver restituito ventuno miliardi agli italiani è pura demagogia, infatti non significa che gli italiani abbiano ricevuto tutti questi miliardi di maggior potere d’acquisto.
Balla 4: “Lo spread è crollato grazie alla stabilità del governo”.
Sul calo dello spread ha inciso l’aumento dei rendimenti dei Bund tedeschi. La locomotiva economica tedesca ha vissuto una fase di forte rallentamento e crisi industriale. Di conseguenza, i rendimenti dei Bund tedeschi sono saliti rispetto al passato. Se il rendimento della Germania sale e quello italiano rimane stabile, per pura matematica lo spread (la differenza tra i due) si riduce.
Balla 5: “La povertà è diminuita”.
No, i dati ufficiali dell'Istat mostrano che la povertà in Italia non è diminuita, ma si è stabilizzata sui livelli massimi storici degli ultimi anni. Gli indicatori descrivono che il nucleo duro della povertà assoluta (chi non riesce a comprare beni e servizi essenziali) rimane bloccato e non accenna a scendere.
Balla 6: “La sicurezza è migliorata grazie al governo”.
Il numero di omicidi era già in calo in Italia da oltre trent'anni e il Paese vanta uno dei tassi più bassi d'Europa. Per quanto riguarda i reati minori (come i furti), il calo risente del fenomeno delle mancate denunce: molti cittadini, scoraggiati dalle lungaggini burocratiche o dalla rassegnazione, scelgono di non segnalare i micro-crimini alle autorità, facendo scendere artificialmente la statistica. Nonostante il calo dei reati, i sondaggi Istat e Demopolis indicano che la percezione di insicurezza o di paura tra i cittadini, specialmente nelle aree metropolitane e nei pressi delle stazioni ferroviarie, rimane elevata.
Balla 7: "Piano Casa".
Viene esibito come un intervento da 10 miliardi per oltre 100mila alloggi. Ma l'intervento è programmato su 10 anni e di miliardi ne è stato stanziato a malapena uno. Anzi, le risorse statali effettive e allocate si aggirano intorno a 970 milioni di euro. Il resto della cifra promessa è una stima che include fondi europei, futuri stanziamenti delle leggi di bilancio e, soprattutto, investimenti privati attesi ma non certi.
Balla 8: "Export verso gli Usa".
L’aumento propagandato è stato favorito dal front-loading: molte aziende hanno anticipato le esportazioni per evitare i dazi successivi.
Balla 9: "Bilancia commerciale".
L’Italia aveva già un saldo commerciale positivo prima del governo Meloni.
Balla 10: "Stanziamento di euro più di ogni governo sulla Sanità".
In rapporto al Pil si passa dal 6,3% al 6,2%: quindi i soldi stanziati in più non significano più risorse reali per la sanità, anzi è il caso di dire "si stava meglio quando si stava peggio".
Insomma balle, balle, balle, balle, balle. Del resto, cosa potevamo aspettarci?
Salvatore Vitaliano


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