Non ci resta che piangere...


Un’opposizione appena appena credibile e consapevole di se stessa, farebbe strame di una maggioranza allo sbando, che inciampa goffamente sui dossier più sensibili: da Ceuta all’Ilva, passando per le chat censurate di Delmastro; dalla legge elettorale al riarmo compulsivo (Giorgetti ha appena impegnato venti-miliardi-venti per la difesa), alla faccia di sanità, istruzione, ricerca. 
Se gli ottimati dei vari partiti uscissero fra la gente, anziché restarsene asserragliati nei loro uffici con aria condizionata a scorrere agenzie di stampa, incollati allo smartphone. Se uscissero per strada ad annusare gli umori del popolo minuto nei mercati, sui posti di lavoro, nelle località di vacanza, scoprirebbero quali sono i sentimenti e le aspirazioni e le speranze degli italiani. Un popolo atterrito dalla piega presa dagli avvenimenti, domestici e internazionali; dalla povertà in ascesa verticale, la precarietà del lavoro, il costo della vita insostenibile, i salari inchiodati a livelli inferiori a quelli del resto dell’Europa; dalla violenza diffusa e malamente arginata, giovani allo sbando, etica pubblica sotto i tacchi.
Gira nelle menti una domanda: un giorno toccherà anche a noi? 
Gli italiani non vogliono la guerra, non l’hanno mai voluta, neppure sotto il fascismo che gliela impose.
Elly Schlein è stata chiara: "Il sostegno in armi all’Ucraina è imprescindibile". Sul Corriere le ha subito fatto eco Stefano Bonaccini: “L’Ucraina non sarà mai sola”. 
Giuseppe Conte ha osato ricordare che il Movimento osteggia le politiche belliciste dell’Ue e sostiene la soluzione diplomatica fra Kiev e Mosca. 
Apriti cielo! Mute di cani sciolti si sono scatenati con la bava alla bocca: Picierno, Gori, Delrio, Sensi, Gualmini, Guerini, Fassino ma anche Malan, Tajani, ecc.
Nel Pd convivono almeno due anime, quella filoatlantista e guerrafondaia e quella molto timidamente pacifista (con molti se, molti però e molti ma anche, alla Veltroni) che la segretaria tenta di tener a galla fra i marosi della opposizione interna. La distanza con Conte è larga e non a caso. 
Intanto l’Italia dallo scorso mese di marzo ha inviato un contingente di soldati, dotato di armamenti sofisticati (sistemi antimissile, radar, jet) in Arabia Saudita per garantire la sicurezza del nostro Paese. 
Quale sicurezza esattamente
Nessuno lo ha detto. La missione è stata difesa dal ministro Crosetto che ha affermato che era stata definita nelle carte. 
Quali
E che si tratta della rimodulazione di una precedente missione autorizzata dal Parlamento. 
Quando? In quali termini
Il Golfo Persico è diventato zona di guerra e se i nostri militari fossero coinvolti in azioni belliche quali sarebbero le conseguenze?
Di fatto, con le scelte di questa banda di politici piccoli-piccoli, siamo entrati nel quadrante della guerra all’Iran. Ma si fa finta di nulla e ci si accapiglia sui migranti. 
L’art 11 della Costituzione è per caso finito in soffitta? 
Mattarella (il vostro Mattarella) tace. Eppure solitamente è loquacissimo.

Salvatore Vitaliano 

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