Illusione sinistra
Ma davvero i dirigenti dei partiti dell’opposizione pensavano di avere la strada spianata alle prossime politiche dopo l’esito del referendum? Già questa illusione è sintomatica di pochezza politica.
Fingiamo di essere dentro la testa di una persona, possibilmente under 30, senza un partito di riferimento, che è scesa in piazza per Gaza e ha votato un No referendario per difendere la Costituzione. Come si può pensare che abbia voglia di votare per una coalizione così detta "Campo largo": una Sinistra silente o balbettante sui crimini quotidiani di Israele su Gaza, Cisgiordania, Libano, oppure che deridono la Flotilla perché “la diplomazia non si fa in barca a vela” (Renzi), o che subiscono supinamente Trump per l’attacco in Venezuela e per quello in Iran.
Per non parlare dei "sinistri" favorevoli alle armi infinite all’Ucraina e a "doparla" di miliardi per una guerra ad oltranza visto che “stanno combattendo per tutti gli europei” (riformisti Pd e Iv), o di quelli che hanno votato convintamente Sì al referendum (Sinistra per il Sì).
Purtroppo, una buona dose di responsabilità sull’illusione della presunta rimonta del campo largo è di gran parte dell’informazione che continua ad andare col cappello e microfono in mano per raccontare le misere gesta di questa inconsistente area centrista, gonfiandola in maniera inversamente proporzionale al peso reale che ha nella società.
Fuori le ambiguità, è tempo di posizioni nette, si parta dal NO alle armi per l’Ucraina, al NO al riarmo per l’Europa e si torni a parlare di dialogo e diplomazia ad oltranza e quindi di pace, di dure sanzioni a Israele e interruzione di ogni rapporto commerciale; si parli della Costituzione come di un patrimonio da difendere dagli assalti quotidiani, di giustizia e di legalità come del potere di chi non ha potere.
Solo in questo modo si perderà un 3% di riformisti e Italia Viva, ma gran parte del popolo del No e di astensionisti avrà un’alternativa credibile da votare.
Salvatore Vitaliano



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