Confederazione volontaria


La Nato è ormai ripudiata dal presidente americano Donald Trump.

L' Europa, sic stantibus rebus, ha dunque bisogno di una difesa comune autonoma, non più subordinata al bullismo statunitense.

Lo scontro con la Russia in Ucraina, la pretesa di Trump di conquistare la Groenlandia (territorio autonomo della Danimarca, paese membro della UE e della Nato) e poi le guerre scatenate da Israele e dagli Stati Uniti in Palestina, Libano, Siria, e infine in Iran, danneggiano enormemente l’Europa. Tutto questo ha portato Francia e Gran Bretagna, gli unici due Stati europei che possiedono la bomba atomica, a trattare un accordo per la difesa atomica comune, un accordo che ha una proiezione europea.

Inoltre il presidente francese Emmanuel Macron si è accordato nel marzo 2026 con otto paesi europei, tra i quali Germania, Olanda e Polonia (ma non l’Italia), per dislocare parti dell’assetto atomico francese, aerei cacciabombardieri e altri sistemi, nei loro territori, e per avere un approccio comune alla difesa atomica. 

Anche la Germania ha deciso di riarmarsi e di diventare rapidamente la terza potenza bellica e atomica al mondo dopo Usa e Cina. 

Un fatto è certo: più il mondo è sconvolto da conflitti e da guerre, meno l’Unione Europea, che è essenzialmente un’unione commerciale e economica, è destinata a contare.

Ursula von der Leyen vorrebbe allargare indebitamente le sue competenze anche nei campi della politica estera e della difesa ma questo è impossibile: la sovranità su queste materie è, e resterà, esclusivamente in capo ai parlamenti e ai governi nazionali, e non alle tecnocrazie di Bruxelles che nessuno ha eletto e che nessuno può controllare. 

L’Italia di Giorgia Meloni dovrà scegliere (e chiedere) se stare dalla parte di Francia e Germania, o invece dalla parte di Mark Rutte, l’olandese a capo della Nato, devoto ammiratore delle fallimentari politiche di guerra di Trump. 

L’ignobile Rutte vorrebbe che gli europei aiutassero Trump a combattere con le loro navi e con i loro soldati la folle guerra che il pazzo americano, assieme al criminale Netanyahu, sta perdendo contro Teheran.

Rutte e Ursula von der Leyen, spingono perché gli europei continuino a finanziare la guerra in Ucraina, una guerra sanguinosa che comunque gli ucraini non potranno mai vincere. 

I due spingono anche perché gli europei si riarmino contro la Russia, prima potenza atomica mondiale. Rutte e von der Leyen fanno dunque una politica esattamente opposta a quella degli interessi europei. All’Europa converrebbe invece sganciarsi dal falso alleato Trump, sanzionare duramente Netanyahu e fare al più presto la pace con la Russia. 

In una prospettiva strategica è infatti ovvio che Usa e Cina hanno tutto l’interesse e la capacità per sottomettere l’Europa, mentre la Russia è l’unica grande potenza che ha invece un grande interesse a integrare la sua economia con quella europea. L’Europa vive una grave crisi economica e energetica causata fondamentalmente dai suoi presunti alleati: solo grazie a un accordo con Mosca potrebbe uscire dalla crisi. (Questo è quanto penso io).

Di fronte all’impotenza dell’Ue molti politici e intellettuali invocano non solo la difesa comune europea ma anche la costruzione di una forte Europa federale. 

Ma è illusorio credere che 27 paesi europei, diversi per storia, memoria, lingua, strategie e interessi, si mettano improvvisamente d’accordo, cedano i loro poteri nel campo della politica estera e della difesa al governo federale di Bruxelles e facciano perfino un esercito comune. 

Solo una Confederazione volontaria dei paesi europei (senza i paradisi fiscali) potrebbe fare l’interesse dei popoli europei, farci uscire dalla crisi e rispettare le democrazie nazionali.

Salvatore Vitaliano 

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