Il "modello Trump" in Europa
Il re è nudo anche oltre oceano. Secondo l'ultimo sondaggio di "Politico", Donald Trump non è solo impopolare tra i progressisti, ma è "largamente impopolare" in tutta Europa, compresi quei settori che la sua amministrazione considera (o spera siano) alleati.
I dati parlano chiaro: la narrazione dell'internazionale sovranista si sta sgretolando sotto il peso della realtà. Anche gli elettori dei partiti populisti di destra europei iniziano a capire il trucco.
America First significa Europa Ultima: i dazi e le politiche protezioniste di Trump non guardano in faccia a nessuno, colpiscono le nostre imprese e i nostri lavoratori.
L'imprevedibilità di Washington non viene più vista come "rottura degli schemi", ma come un pericolo reale per la sicurezza e l'economia del nostro continente.
Mentre i leader della destra nostrana corrono a scattarsi selfie con lui o a elemosinare un'approvazione, i loro stessi elettori hanno già capito che il sovranismo di Trump è incompatibile con gli interessi nazionali e europei.
Non è una fratellanza politica, è un rapporto di sottomissione che molti non sono più disposti ad accettare.
La verità è che il "modello Trump" non convince più nemmeno chi parla la sua stessa lingua. L'Europa ha bisogno di leader seri, non di emuli di un tycoon che pensa solo al proprio tornaconto elettorale a spese degli alleati.
La macchina della propaganda si inceppa: i cittadini sono molto più avanti dei leader che li vorrebbero ingannare.
Salvatore Vitaliano


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