Caso Santanchè



Torna sotto i riflettori il caso Daniela Santanchè dopo la notizia che la ministra del Turismo risulta indagata per bancarotta dalla Procura di Milano nell’inchiesta che riguarda Bioera, un procedimento distinto da quello sul fallimento di Ki Group. Un déjà-vu rispetto a quanto accaduto lo scorso anno, quando la posizione della ministra rimase in bilico per settimane dopo le vicende legate al caso Visibilia. 

Giorgia Meloni con la ministra Santanchè continua con la tecnica dello struzzo. 

La sua testa sotto la sabbia non è quella degli italiani, che invece vedono tutta l’inopportunità politica e istituzionale di una ministra plurindagata e rinviata a giudizio. 

Dopo la notizia di ieri dell’ennesima indagine a suo carico, è chiaro che la sua permanenza al ministero del turismo è del tutto insostenibile, in primis per tutelare le stesse istituzioni. 

La domanda è: "Giorgia Meloni intende continuare a difendere i propri amici o la credibilità delle istituzioni?”.

Dopo le accuse pesantissime per truffa sui fondi Covid e l'indagine per bancarotta, Meloni la lascia ancora al governo? 

Questa è l'idea di politica del governo? Questa è l’idea di base delle loro norme sulla giustizia: chi è al potere è intoccabile? 

Anche per questo al referendum partecipiamo e diamo un messaggio chiaro: votiamo NO.

Che cosa deve ancora succedere perché Meloni chieda a Santanchè di farsi da parte? 

Qual è il limite, se un limite esiste, oltre il quale anche per questa maggioranza l’etica pubblica torni a contare qualcosa? 

Salvatore Vitaliano 

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