Perché la sinistra è meno forcaiola?
Io sono liberal-progressista da una vita. E sono talmente forcaiolo (pardon: giustizialista ad oltranza) che se tu avessi a che fare con me nella vita reale, probabilmente avresti paura.
Sono favorevole a che le condanne vengano scontate per intero, fino all' ultimo giorno e senza sconti.
Sono favorevole all' applicazione dell' ergastolo ostativo (cioè senza la possibilità di richiedere la maggior parte dei benefici penitenziari) e del regime carcerario noto come 41bis a tutti i condannati per reati di sangue, anche se non sono mafiosi o terroristi.
Sono favorevole a negare ai responsabili di reati gravi contro la persona (omicidio, ma anche maltrattamenti in famiglia aggravati, circonvenzione e abbandono di incapaci aggravati, violenza sessuale, sequestro di persona) la possibilità di accedere al rito abbreviato, che in caso di condanna assicura un consistente sconto di pena, e la cui applicazione indiscriminata nei casi di omicidio, ha prodotto l' abolizione, di fatto, dell' ergastolo.
Potrei continuare a lungo.
Eppure, da chi mi conosce, vengo considerato buonista, forse come insulto.
Sospetto che il motivo sia la mia assoluta contrarietà per la pena di morte (ritengo che ogni pena debba poter essere reversibile in caso di errore dimostrato, e la pena di morte non lo è).
La mia convinzione è che le pene, pur dovendo essere afflittive, non debbano essere degradanti e contrarie ai diritti umani fondamentali come l'avversione per la giustizia sommaria (che considero vendetta) e soprattutto che la legge debba essere sempre applicata a tutti in modo uguale, senza alcuna distinzione fondata sul colore della pelle, sull'etnia, sulla religione, sul genere, sull'appartenenza politica o sulle condizioni socio-economiche di imputato e vittima e nemmeno su quanto sono simpatici/antipatici il giudice, il pubblico ministero, l'imputato o la parte offesa.
Salvatore Vitaliano


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