Fascisti d'Europa
Eccolo il "suicidio assistito" della credibilità internazionale di Giorgia Meloni. In soli due minuti di video, la premier ha polverizzato mesi di equilibrismo diplomatico, sguardi d'intesa con Ursula von der Leyen e rassicurazioni atlantiste. Tutto per correre in soccorso del camerata Viktor Orbán, il bullo di Budapest che per la prima volta sente l'odore della sconfitta.
Meloni si ritrova tra Alice Weidel, la pasionaria dell' AfD che strizza l'occhio al neonazismo, e la solita sfilata di duri e puri: dal macho franchista Abascal alla valchiria Le Pen, passando per un "incredibile" Matteo Salvini.
Ma il vero problema non è solo la pessima compagnia; è il tempismo. Orbán è a un passo dal baratro: i sondaggi danno lo sfidante Péter Magyar in vantaggio di ben 12 punti. Giorgia ha deciso di legare il suo nome a una nave che sta affondando, ricordando che il lupo perde il pelo ma non il vizio sovranista.
La Meloni si ritrova incastrata in un filmino che puzza di vecchio mondo. Ha scelto di essere la madrina di un regime in declino proprio mentre l'Europa le chiedeva di essere una statista affidabile.
A Budapest si vota il 12 aprile, ma il funerale della "Meloni moderata" è andato in onda ieri, in un montaggio imbarazzante da due minuti.
SalVitSan


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