Donald Trump: vittoria!
Donald Trump e la sua guerra in Iran: una sconfitta monumentale. Mentre Emmanuel Macron applaudiva e si congratulava “Bravo, good job!”. Con buona pace della retorica.
Il bilancio per il tycoon è una disfatta su tutti i fronti, basta leggere il testo del Memorandum.
✓ Regime change, FALLITO.
✓ Controllo dello Stretto di Hormuz, FALLITO (ha dovuto trattare per riaprirlo).
✓ Congelamento del nucleare e dei missili balistici, FALLITO.
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Come se non bastasse, per arrivare all'accordo, ha dovuto sbloccare i miliardi di asset iraniani, senza contare che: “Gli Stati Uniti d’America si impegnano a sviluppare un piano definitivo e concordato reciprocamente con almeno 300 miliardi di dollari per la ricostruzione e lo sviluppo economico della Repubblica Islamica dell’Iran”.
Peggio di lui, forse, solo la Germania nel 1919.
Direi che adesso, per la gioia di Giorgia Meloni, il buon vecchio Donald un Premio Nobel può pure vincerlo: non quello della Pace, ma quello del Contrappasso.
Trump aveva garantito la risoluzione di tutti i conflitti in 24 ore, con la sicumera di chi pensa che la complessità geopolitica si pieghi a colpi di slogan.
Trump si è presentato al G7 dicendo “Hello. I’m the boss”, tra le risatine ruffiane dei convenuti.
Ma non si preoccupi, il vecchio Donald, nessuno gli chiederà conto della realtà, perché i cortigiani sono sempre pronti a compiacerlo.
In sintesi, un capo di Stato politicamente defunto sigla un’epocale sconfitta, circondato da plaudenti lacchè.
Per umana pietà, sorvolo su Giorgia Meloni... Ho in mente il suo sguardo di adorazione mentre, sorridente, gli chiede: “Dai, Donald, facciamoci la foto assieme”, e lui le dice “Non vorrei ma la faccio perché mi fai pena”.
Fare pena a Trump che ha fornito la prova definitiva di essere un colossale perdente, è tutto dire.
Mi manca la parola per definire gli altri presenti, perché ‘ruffiani’ non basta. Cerco sinonimi peggiorativi, mi arrovello, ma il nostro meraviglioso vocabolario non mi viene incontro. Non trovo una parola che incarni appieno la dabbenaggine, la sconsiderata e al contempo patetica sottomissione che legittimano pericolosamente un vecchio pazzo nel suo credersi Dio. Non ho la parola, insomma, ma mi avete capito.
Don’t worry, Donny. Finché sarai al potere, non mancheranno le risatine a comando e le smancerie, perché ogni capo di Stato europeo continuerà, mentre tutto precipita, a dormire con le ginocchiere sul comodino.
Salvatore Vitaliano



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