A circa un anno dalle politiche...


 

Dopo il recente referendum, che ha dimostrato come la partecipazione e la chiarezza possano ancora mobilitare una parte significativa del Paese, il centrosinistra si trova davanti a un passaggio decisivo. Serve un programma condiviso e chi guiderà la coalizione alle elezioni del 2027. 

Ed è qui che emergono le criticità.

In diverse realtà territoriali si sono viste candidature percepite come espressione del passato. Non si tratta di episodi isolati, ma del segnale di una difficoltà più profonda: leggere il Paese reale e capire quando è necessario segnare una discontinuità.

Il tema delle primarie viene riproposto come soluzione, ma oggi rischia di essere controproducente. Aprire una competizione interna non rafforza, anzi, espone ulteriormente le divisioni. 

Le primarie, a mio avviso, non sono uno strumento di apertura, ma un fattore di logoramento. Trasformano una necessaria convergenza in uno scontro pubblico.

Il centrosinistra ha vinto quando ha saputo esprimere figure capaci di tenere insieme sensibilità diverse. Al contrario, quando ha scelto leadership di parte, il risultato è stato quello di accentuare le divisioni e perdere consenso.

Una parte crescente del Paese non vota più, non si sente rappresentata, non si fida. Il nodo non è stabilire chi prevale dentro il campo progressista, ma ricostruire un rapporto con chi ne è uscito.

Serve un programma credibile, una squadra autorevole, ma soprattutto una figura capace di parlare a un elettorato più ampio, non divisiva e non logorata da anni di scontri politici.

Ci vuole una figura terza, che abbia credibilità, riconoscibilità, capacità di parlare oltre i confini tradizionali del campo progressista. 

Al contrario, una competizione tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, in un contesto già segnato da tensioni evidenti, rischia di indebolire entrambi e rafforzare solo l’avversario.

Il punto, quindi, è politico prima ancora che organizzativo: evitare un errore che potrebbe rivelarsi decisivo. Non servono nuove divisioni. Serve una scelta condivisa, credibile, capace di ricostruire fiducia.

E serve farlo subito, senza perdere più tempo.

Salvatore Vitaliano 

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